Pubblica e privata

Human Technopole, a gennaio i primi bandi

di Sara Monaci

Un costo operativo, a regime, di circa 140 milioni l’anno, calcolati sulla base dei “costi standard” di un centro di ricerca di questa portata, che dovrà occupare su un’area di 30-35mila metri quadrati 1.470 persone tra ricercatori, scienziati, personale tecnico e amministrativo, a un costo medio annuo (comprensivo di tutto) per persona di circa 95mila euro.

Il piano scientifico e finanziario definitivo dello Human Technopole di Milano, presentato in agosto al ministero dell’Economia e delle Finanze, ha ottenuto il disco verde da parte del Mef, che lo ha giudicato «finanziariamente percorribile» e ora il governo è al lavoro per completare il decreto che ne dettaglierà risorse e operatività (si veda l’altro pezzo). Anche di questo parlerà oggi il premier Matteo Renzi, a Milano per firmare con il sindaco Giuseppe Sala il «Patto» per la città. Il progetto di un polo scientifico dedicato alla ricerca avanzata in ambito biomedico è infatti il fiore all’occhiello del disegno di valorizzazione dell’ex area Expo e, più in generale, del ruolo chiave di Milano nel rilancio del Paese.

Il progetto definitivo – che tiene conto delle indicazioni ricevute dal panel di esperti internazionali interpellati dal ministero per l’Università e la Ricerca – non si discosta nella sostanza da quello messo a punto dal gruppo di esperti coordinati dall’Istituto tecnologico di Genova, insieme ai tre atenei milanesi, e presentato lo scorso febbraio dal direttore scientifico dell’Iit, Roberto Cingolani, insieme allo stesso Renzi. C’è stata qualche modifica di dettaglio, per ampliare o ridurre alcune delle aree di studio e sperimentazione, ma l’impianto iniziale è confermato: quasi 1.500 scienziati da tutto il mondo lavoreranno in sette centri di ricerca principali e tre «facilities» condivise, specializzati in genomica di base, malattie neurodegenerative, agroalimentare e nutrizione, big data, scienze della vita e nanotecnologie, allo scopo di sviluppare ricerca e soluzioni per la prevenzione e la cura del cancro e delle malattie neurogenerative.

Già all’inizio del 2017, utilizzando gli 80 milioni stanziati per il progetto dalla legge 185 del 2015, partiranno i primi bandi internazionali per individuare i direttori dei sette centri e un direttore generale del polo. A gestire questa prima fase sarà lo stesso Iit, in attesa che venga costituita e diventi operativa una Fondazione ad hoc, da fondarsi entro due mesi dalla pubblicazione del decreto. Il Tecnopolo dovrebbe entrare a regime entro 6-7 anni e a quel punto i costi di start up (soprattutto infrastrutturali) saranno sostituiti da quelli per il personale che, per mantenere sostenibile la struttura, dovrà comprendere una quota di addetti tecnici e amministrativi non superiore al 25% del personale complessivo.


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