Studenti e ricercatori

Erasmus plus rilancia i programmi congiunti

di Cristina Fei

Multiculturalità, condivisione e propensione per le lingue straniere. Sono i tratti dominanti del profilo di chi ogni anno parte per l’Erasmus. Se spesso la scelta del Paese di destinazione avviene di pari passo all’organizzazione del piano di studi presso la propria università, quando gli studenti cercano di capire come adattare il percorso didattico italiano all’estero, altre volte la decisione di aderire al programma matura successivamente, in fase di dottorato.

Master e dottorati

I candidati all’Erasmus possono infatti frequentare corsi di master congiunti o dottorati congiunti promossi da consorzi di istituti di istruzione superiore e di Paesi terzi o Paesi partner conseguendo così un titolo di studio congiunto, doppio o multiplo nell’ambito dell’Unione europea e negli Stati extra-Ue. Inoltre i partecipanti possono realizzare periodi di mobilità individuale per formazione o attività di ricerca post dottorale. Una vera e propria carta vincente per chi punta a un futuro professionale sul mercato internazionale.

Attualmente i corsi congiunti, finora noti come ”Erasmus Mundus”, di secondo ciclo (master) e di terzo ciclo (dottorato) sono confluiti sotto l’ombrello del Programma Erasmus Plus, a cui aderiscono tutti gli Stati membri dell’Unione europea oltre ad alcuni Paesi partner, cioè quelli che, pur non partecipando completamente, possono prendere parte ad alcune azioni secondo specifiche condizioni. Gli aspiranti studenti Erasmus vengono selezionati mediante un bando annuale contenente i requisiti di ammissione e di assegnazione di borse di studio, il numero di posti disponibili e l’importo delle tasse da pagare. I master congiunti sono programmi di studio della durata di uno o due anni che garantiscono 60, 90 o 120 crediti Ects e sono presentati da un consorzio internazionale di università di almeno tre Paesi aderenti al Programma oppure da altri partener operanti nel settore dell’istruzione.

Ci si può candidare fino a un massimo di tre programmi. Per ogni anno accademico possono essere ammessi da 13 a 20 studenti borsisti e quattro studiosi o docenti ospiti. Sono valide le candidature di studenti che si autofinanziano.

Il regolamento prevede che le borse Erasmus possano essere finanziate anche da sponsor pubblici o privati e che ci sia un periodo di mobilità obbligatoria anche per docenti e ricercatori.

Le agevolazioni

A sostegno degli studenti europei che intendano svolgere un intero ciclo di master in un Paese diverso dal proprio, la Commissione europea e il Fondo europeo di investimenti hanno creato un sistema di garanzia prestiti con cui erogare prestiti agevolati ai candidati. Per i master di un anno l’ammontare è di 12mila euro, mentre è di 18mila per quelli di due anni, sufficienti per studio, vitto e alloggio in uno dei 34 Paesi aderenti al Programma Erasmus+. La domanda deve essere inoltrata direttamente alle banche che accolgono l’iniziativa.

Altra forma di programma Erasmus sono i dottorati congiunti. Si tratta di percorsi di formazione triennali fino a un massimo di quattro anni e in cui ai consorzi si affiancano enti, centri e laboratori di ricerca oppure aziende e associazioni di professionisti. Le fellowship sono assegnate come retribuzione per contratto di lavoro, incluso il trattamento fiscale e previdenziale, e arrivano a coprire fino a tre anni di attività dottorale.

Gli Erasmus Mundus joint master degree e gli Erasmus Mundus joint doctorates sono gestiti a livello centralizzato dall’agenzia esecutiva Eacea, che ne fissa le regole generali, ma la domanda di ammissione va sempre presentata ai responsabili dei singoli corsi a cui si è interessati nel rispetto del contenuto del bando di ciascun consorzio.


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