Pianeta atenei

Network di atenei per l’apprendistato di alta formazione e ricerca

di Benedetta Pacelli

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La creazione di un network di atenei per la promozione dell’apprendistato di alta formazione e ricerca, una semplificazione delle norme del dottorato industriale e ancora l’introduzione, dal 2017, dei percorsi professionalizzanti e infine una decisa spinta verso lo sviluppo delle competenze trasversali negli atenei.
Dal mondo dell’università e delle imprese arrivano le soluzioni a quattro capitoli chiave (apprendistato, dottorato industriale, percorsi professionalizzanti e competenze trasversali) per il sistema accademico. Quattro temi individuati dall’Osservatorio università-imprese voluto dalla Fondazione Crui e finalizzati a ricucire quel legame, non sempre proficuo, tra l’università e il mondo del lavoro. Per ciascuna tematica, quindi, sono stati costituti quattro gruppi di lavoro composti da rappresentanti del mondo accademico, delle imprese, delle istituzioni (Miur) e delle professioni. Ognuno di questi si è confrontato sul problema e dati ed esempi alla mano ha proposto la sua soluzione. Il tutto sarà raccolto nel Report 2016 dell’Osservatorio, che verrà presentato ufficialmente al ministro dell’istruzione nel novembre 2016.

I temi
Una normativa farraginosa, la scarsità delle risorse e la disinformazione: sono questi, ma non solo, gli elementi di criticità che, secondo il report del gruppo di lavoro sul contratti di apprendistato, hanno portato a uno scarsissimo utilizzo di questo istituto. Non è un caso che secondo i dati riportati i contratti di questo tipo siano diminuiti nell’anno 2015/16 del 52% rispetto all’anno precedente. In particolare, i contratti quando sono stati attivati hanno riguardato principalmente i master, mentre sono stati scarsamente considerati per il conseguimento del dottorato e ancor meno nel caso di una laurea.
Che fare quindi? Creare un network di atenei, soggetti istituzionali e parti sociali in cui ognuno prende in gestione un aspetto della normativa e fornisce ad altri, modelli comportamentali e buone pratiche su quel punto. L’obiettivo è quello di portare a sistema le esperienze maturate, mettendole in contatto tra di loro e appunto facendo rete. Questo network, da istituirsi presso l’Osservatorio della Fondazione Crui, potrebbe coinvolgere le università italiane che intendono impegnarsi per sostenere la diffusione di questo strumento, supportando l’implementazione della normativa all’interno degli atenei.
Atro capitolo chiave è quello delle competenze trasversali che, si legge nel report, la aziende ritengono fondamentali ai fini di un’assunzione. Tra gli aspetti più critici vi è quello di “non vedere valorizzata adeguatamente la competenza digitale come una delle competenze più strategiche, a fronte di un’attenzione su questo punto da parte delle aziende”. In questo senso va recuperata questa abilità da valorizzare in chiave terziaria (cultura digitale per il lavoro).
Nello stesso tempo è evidente una “bassa percentuale di atenei che hanno promosso negli ultimi due anni attività di formazione del corpo docente sui sistemi dell’innovazione didattica”, aspetto su cui invece bisognerà puntare. Basti pensare che solo il 12% degli atenei ha promosso attività formative di questo tipo per un totale di 30 ore di formazione.
Ci sono poi i temi dei percorsi professionalizzanti e del dottorato industriale: il primo come modello di formazione alternativo alle lauree triennali capace di rispondere alle esigenze dei tecnici intermedi che provengono dal mercato, il secondo come effettivo collegamento tra mondo universitario e delle imprese e non solo primo tassello di un’ipotetica carriera accademica.


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