Studenti e ricercatori

Lauree a numero chiuso: da domani i quiz per 80mila aspiranti medici, architetti e veterinari

di Marzio Bartoloni

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Tornano in pista come ogni anno i test di ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso. L’appuntamento con i quiz parte domani e continuerà fino al 14 settembre. Sono oltre 80mila gli aspiranti studenti di Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Architettura che affronteranno le prove che si svolgeranno, con il solito carico di polemiche e verosimilmente anche di ricorsi.

Il calendario delle prove e i candidati
Si parte dunque domani con Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria. Il 7 si terranno i test per Medicina Veterinaria, l'8 quelli per Architettura. Breve pausa e le prove tornano il 13 per l'ammissione alle Professioni sanitarie. Ultimo giorno di prove il 14 settembre con i test in lingua inglese per Medicina e Chirurgia. Le date sono valide a livello nazionale.Per l'esattezza sono 80.843 i candidati che hanno perfezionato nei mesi scorsi l’iscrizione ai test. Di questi la stragrande maggioranza - 60.372 - sosterranno in 38 atenei l’esame di ammissione congiunto per i Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria. Rispetto allo scorso anno, quando le domande furono 57.144, di candidati ce ne sono il 5,6% in più. In palio ci sono 9.215 posti (di cui 8.372 per Medicina e 843 per Odontoiatria).In pratica un posto ogni 6,5 candidati. Si conferma il calo dei posti disponibili per gli aspiranti medici che prosegue da anni: nel 2015 erano 9.530 e nel 2014 erano quasi mille in più (10.083 ) rispetto a quest’anno. Gli aspiranti architetti sono 10.161, contro i 10.994 dello scorso anno. E si contendereanno 6.991 posti. Infine, in 7.987 si sono iscritti alla prova di Veterinaria, rispetto ai 7.818 del test precedente:  i posti a disposizione quest’anno sono 655 (nel 2015 erano 717). La costruzione dei quiz per i test di quest’anno replica quella dell’anno scorso (60 domande per 100 minuti a disposizione) confermando il potenziamento rispetto al passato delle materie “disciplinari”. A esempio a Medicina le domande di cultura generale sono scese da 4 a 2, quelle di ragionamento logico da 23 a 20, mentre sono passate da 15 a 18 le domande di biologia, da 10 a 12 quelle di Chimica. Sono invece rimaste 8 le domande di Matematica e Fisica.

La posizione degli studenti
Le associazioni studentesche continuano intanto a ribadire il loro no allo strumento dei test di ammissione considerandoli lesivi del diritto allo studio sancito dalla Costituzione. E su cui fioccano da anni ricorsi con migliaia di studenti iscritti poi in sovrannumero. «Anche quest’anno si ripeterà la lotteria dei Test», denuncia l'Unione degli universitari che ricorda come «migliaia di studenti saranno costretti a partecipare a tali prove per poter accedere al corso di studi scelto per il proprio futuro». «A partire dal 6 settembre e continuando durante tutti i test, anche quest’anno saremo presenti all'ingresso delle Università per distribuire la nostra Guida al Test sicuro: al suo interno è indicato tutto ciò che deve accadere per far si che il test si svolga in maniera regolare, evitando quindi che prove inique e fallaci vadano a condizionare il futuro di studenti già pesantemente danneggiati da questo sistema di accesso. Siamo poi pronti a raccogliere ogni segnalazione di irregolarità», prosegue l’Udu. «Dopo le nostre importanti vittorie degli anni scorsi - spiega Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Udu - ci saremmo aspettati che il Miur desse continuità alle promesse fatte di revisione dell'attuale sistema di accesso e che finalmente si investisse nell’università e si andasse verso il libero accesso, ma così non è stato. Anzi, i bandi sono ulteriormente peggiorati: a cominciare dalla diminuzione sostanziale dei posti disponibili, se ne perdono più di mille, fino ad arrivare alla chiusura anticipata delle graduatorie, in concomitanza del termine del primo semestre, lasciando immaginare che questo comporterà un’ulteriore riduzione dei posti. È del tutto illogico, e su questo siamo pronti a dar battaglia sin da ora».


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