Studenti e ricercatori

Dai dottorati innovativi ai cluster con le imprese: ecco i primi bandi del Pnr

di Mar.B.

Giovani ricercatori nelle imprese per fare ricerca nei settori emergenti della manifattura «4.0» e dei big data, quattro nuovi cluster (Made in Italy, Beni Culturali, Energia e Blue Growth) dove far lavorare insieme aziende e ricerca pubblica e infine incentivi su misura per convincere i migliori cervelli che vincono i prestigiosi «grant» dell'Erc (il Consiglio europeo della ricerca) a scegliere i laboratori italiani. A pochi mesi dall’approvazione del piano nazionale della ricerca che stanzia 2,5 miliardi da qui al 2020 il ministro Giannini accelera sulla sua attuazione dando il via libera ai primi bandi che mobilitano i primi 450 milioni. «Con queste prime misure - spiega il ministro - prende il via a tutti gli effetti e nei tempi previsti il Programma nazionale per la Ricerca lanciato a maggio con una grande attenzione al capitale umano e ai giovani. Puntiamo a sostenere i nostri ricercatori nella competizione per i fondi dell'Erc e ad attrarre in Italia chi vince questo tipo di finanziamento». «Con i dottorati innovativi vogliamo invece rafforzare - prosegue la Giannini - la collaborazione fra università e imprese mettendo in contatto il nostro sistema produttivo con i migliori talenti».

La prima misura (20 milioni) riguarda i dottorati innovativi industriali nelle Regioni del Sud con il finanziamento di borse di studio già dal prossimo anno accademico 2016-2017 che prevedono periodi di ricerca e studio nelle imprese (da un minimo di 6 a un massimo di 18 mesi) e all'estero (sempre da 6 a 18 mesi). Per gli atenei ci sarà tempo fino al 14 ottobre per fare domanda. Il secondo intervento punta ad attrarre i migliori cervelli in circolazione. Quelli che hanno vinto o puntano a vincere le borse dell’Erc che valgono fino a 2,5 milioni l'una. L’Italia vanta buoni risultati: i nostri ricercatori sono tra i primi a vincere i grant, ma poi solo la metà sceglie di restare in Italia e praticamente quasi nessuno dall’estero indica i nostri laboratori per spendere i fondi vinti per fare ricerca. Da qui tre misure (per 30 milioni in tutto): attivazione di sportelli Erc per accompagnare i ricercatori che potenzialemnte potrebbero vincere i «grant»; rafforzamento dei progetti già presentati ma che nonostante un buon punteggio ricevuto dall'Erc non hanno vinto in modo da poterli ricandidare con maggiori possibilità di vincere ; infine fondi in più per tutti quei ricercatori che hanno vinto una prestigiosa borsa Erc e che decidono di venire in Italia a fare la ricerca con il loro team.

Sul fronte delle partnership tra imprese e ricerca pubblica agli 8 cluster già attivi (Aerospazio, Agrifood, Chimica verde, Fabbrica intelligente, Mezzi e sistemi per la mobilità di superficie terrestre e marina, Scienze della Vita, Tecnologie per gli ambienti di vita, Tecnologie per le Smart Communities) se ne aggiungono altri 4 già indicati nel Pnr: Made in Italy, Beni Culturali, Energia e Blue Growth. Per attivarli vengono stanziati 3 milioni. Un passo necessario, questo, per poi lanciare dopo l'estate il maxi-bando per finanziare la ricerca in tutti cluster che cuba 400 milioni.


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