Studenti e ricercatori

Più facile fare ricerca per i cervelli degli altri Paesi, in vigore le regole Ue

di Benedetta Pacelli

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Procedure semplificate in Europa per i “cervelli” provenienti dai paesi non Ue. A snellirle ci pensa, infatti, una direttiva europea (n.801/16) varata lo scorso maggio dall’Europarlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea n.55/16 del 21 luglio 2016. Il provvedimento, che fonde con modifiche due direttive preesistenti 2004/114/Ce e 2005/71/Ce, ha l’obiettivo principale di ravvicinare le legislazioni nazionali esistenti in materia, così, come si legge nelle premesse, da fare dell’Europa nel suo insieme «un polo di attrazione per la ricerca e l'innovazione e favorirla nella competizione mondiale per i talenti, conducendo in tal modo a un aumento della sua competitività globale e dei suoi tassi di crescita e creando nel contempo posti di lavoro che contribuiscano più ampiamente alla crescita del Pil».

La nuova direttiva, che dovrà essere recepita dagli stati membri entro due anni, prevede innanzitutto che studenti e ricercatori possano risiedere nel territorio dell'Unione almeno 9 mesi dopo il completamento dei loro studi o del loro periodo di ricerca per cercare un’occupazione o avviare un’impresa. In futuro poi potranno muoversi tra i paesi membri con maggiore facilità e per periodi di tempo più lunghi (nel caso dei ricercatori), senza necessità di presentare nuove richieste per il rilascio del permesso di soggiorno, ma soltanto di effettuare una notifica allo Stato membro nel quale si recano. Una flessibilità maggiore che dovrebbe avere ricadute significative specialmente per coloro che sono coinvolti in programmi comuni. Poi ancora, durante lo svolgimento dell'attività di studio o di ricerca i soggetti interessati potranno lavorare almeno per 15 ore settimanali e avranno il diritto di farsi accompagnare dai familiari, ai quali è ugualmente riconosciuto il diritto di lavorare durante il soggiorno in Europa. Infine la nuova direttiva prevede anche condizioni di ingresso uniformi e una protezione più efficace per i tirocinanti e i volontari che operano nell'ambito del programma di volontariato europeo. Disposizioni facoltative sono inoltre previste per altri volontari, alunni e ragazzi alla pari non comunitari, che potranno per la prima volta fare affidamento su una legge europea. La direttiva è entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale europea.


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