Pubblica e privata

Bonus ricerca per gli specializzati

di Alessandro Sacrestano

Il bonus ricerca scatta anche per l’impiego di lavoratori altamente specializzati, utilizzati con la formula del contratto di somministrazione.

A chiarire l’importante assunto è intervenuta l’agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 55/E, sottolineando la sostanziale equiparazione del contratto in argomento a quello di lavoro dipendente.

La materia è quella del credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo, disciplinato dall’articolo 3 del Dl n. 145/2013. La misura di agevolazione prevede il riconoscimento di un bonus fiscale commisurato, fra le altre, anche alle spese per il personale altamente qualificato, impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo ammissibili. In particolare, la norma chiarisce che, a tal scopo, rilevano tanto i costi per il personale dipendente dell’impresa, fatta eccezione per quelli con mansioni amministrative, contabili e commerciali, che quelli per il personale in rapporto di collaborazione, compresi gli esercenti arti e professioni. Condizione necessaria per questi ultimi, è il fatto di svolgere la propria attività presso le strutture dell’impresa beneficiaria.

Nel contesto dell’interpello presentato, l’impresa istante ha chiesto di sapere se alle spese sopra richiamate fossero assimilabili anche i contratti di lavoro somministrato, ai sensi del Dgs n. 81/2015. Si tratta, nel dettaglio, come la stessa risoluzione ha modo di chiarire, di un contratto a tempo indeterminato o determinato, «con il quale un’agenzia di somministrazione autorizzata … mette a disposizione di un utilizzatore uno o più lavoratori suoi dipendenti, i quali, per tutta la durata della missione, svolgono la propria attività nell’interesse e sotto la direzione e il controllo dell’utilizzatore». È stato proprio quest’ultimo elemento, collegato all’esercizio della funzione di direzione e controllo, a far propendere il Fisco verso una risposta positiva all’interpello presentatole, in quanto, di fatto, la normativa richiamata attribuisce all’utilizzatore poteri e obblighi generalmente riconducibili alla figura del datore di lavoro. Pertanto, sottolinea il documento di prassi, anche se da un punto di vista formale il contratto di lavoro dipendente è stipulato tra il lavoratore ed il somministratore, da un punto di vista sostanziale il rapporto di lavoro che si instaura tra l’utilizzatore e il lavoratore, assume caratteristiche analoghe a quello che si instaura tra datore di lavoro e lavoratore. Lo stesso principio contabile riveduto (Oic n. 12), suggerisce l’iscrizione del costo per tali lavoratori fra quelli per il lavoro dipendente. Il Fisco, poi, ha garantito per tale fattispecie addirittura la fruizione delle deduzioni Irap per il cuneo fiscale.

Via libera quindi al computo del credito d’imposta anche per tale tipologia di spesa, seppure limitatamente alla componente di costo del personale pura, tenendo esclusa, invece, la quota di servizio addebitata dall’agenzia di lavoro.


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