Studenti e ricercatori

La no tax area dei Cinque stelle arriva in aula alla Camera, il Pd chiede il ritorno in commissione

di Mar.B.

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Come prevedibile la proposta di M5S di introdurre una no tax area per gli studenti meno abbienti per accedere alle borse di studio in Parlamento subisce un primo stop. Dopo il blitz dei cinque stelle che hanno chiesto nelle settimane scorse di disabbinare illoro Ddl da quello della maggioranza bocciando l’idea di un testo condiviso, la proposta è arrivata in aula alla Camera dove ieri è stata presentata. E dove il suo destino sembra già segnato. Con il Pd che per bocca di Manuela Ghizzoni - che ha presentato una proposta più organica che va nella stessa direzione proponendo anch’essa l’introduzione di una no tax area - ha chiesto il ritorno del provvedimento in Commissione per far ripartire il lavoro da dove era stato interrotto.

L’approdo in aula del Ddl
Ad aprire il dibattito ieri pomeriggio nell’aula della Camera è stata Anna Ascani (Pd), relatrice per la maggioranza, che prima di entrare nei dettagli tecnici della relazione sul testo della proposta ha avvertito l’aula del parere contrario della commissione Cultura . Aggiungendo poi che la contriaretà della maggioranza non è per la revisione della contribuzione studentesca a favore degli studenti meno abbienti, «ma perché, ancora una volta, i posizionamenti di parte hanno avuto la meglio sul merito dei problemi, portando ad una prematura interruzione del lavoro positivo che pure si stava svolgendo in modo proficuo nel Comitato ristretto». Una posizione che i Cinque Stelle non condividono perché parlano di una norma «non più rinviabile» che può «incidere fortemente - avverte Luigi Gallo di M5S - sulla possibilità dei nostri giovani meno abbienti di iscriversi all'università» (la no tax area scatterebbe sotto gli 11mila euro di Isee). Una strada a cui secondo Gallo il Pd «sta dicendo no, bocciando tutte le proposte alternative che il Movimento 5 Stelle ha fornito». Ricostruzione, questa, che Manuela Ghizzoni (Pd)  ha rinviato al mittente ricordando in aula la retromarcia dei Cinque Stelle in commissione: «È un peccato, perché questa incomprensibile accelerazione ha impedito al Comitato ristretto di giungere ad un testo condiviso». «Perché dobbiamo sprecare quest’occasione di intervenire organicamente a largo spettro sul tema dell’accesso all’università? E perché non ripensare la normativa per intero, senza apportare ennesime toppe ad una normativa che è ormai antiquata e anche largamente rappezzata, ove non applicata?», si è chiesto ieri la Ghizzoni che ha proposto di ripartire dal lavoro interrotto in commissione Cultura.

Le critiche degli studenti
«Il Comitato ristretto della commissione Cultura stava lavorando su un testo base condiviso da tutti. Il testo prevedeva una no tax area per gli studenti con Isee inferiore a circa 15000 euro e tutele per gli studenti con Isee poco superiori. Purtroppo però le cose non sono andate come sperato», ha spiegato Alberto Campailla, portavoce di Link - Coordinamento universitario . Che aggiunge: «Pensiamo che il testo base di cui stava discutendo il comitato ristretto fosse un punto di partenza. Il disabbinamento dei testi è stato passo indietro. Un testo unico avrebbe dimostrato che le intenzioni delle forze politiche rispetto all'istituzione di una no tax area sono serie, soprattutto se supportate da una calendarizzazione in aula già durante l’estate». «L’istituzione di una no tax area è un passo fondamentale per rendere la formazione universitaria più accessibile ai molti che ad oggi ne sono esclusi e per questo - conclude Campailla - deve essere prioritaria rispetto a logiche elettoralistiche e di partito».


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