Studenti e ricercatori

Erasmus+, dopo un anno oltre 2.400 ragazzi in giro per il mondo

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L’Erasmus - oltre 3 milioni e mezzo di studenti europei coinvolti dal 1987, 350 mila italiani - «è il programma-simbolo della nostra Europa e in questo momento particolare», dopo la scossa Brexit «diventa la speranza, la fiamma per il rilancio dell’Europa». Lo ha sottolineato ieri il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini nel suo intervento al convegno “Erasmus+ e il successo made in Italy” organizzato in Campidoglio dall’Agenzia nazionale Erasmus+Indire in collaborazione con il Miur.
Occorre però fare di più. Oggi l’Erasmus è un’esperienza solo per l’1,2% della popolazione giovanile interessata, ma il fatto che la Commissione Ue nell’ultimo budget abbia incrementato del 40% le risorse dimostra che c’è la «consapevolezza che l’Erasmus
debba diventare il volano dell’agenda europea dal 2017».

Tre mosse
Tre mosse, a parere del ministro, sono necessarie. «La prima - ha spiegato - la sta facendo la Commissione con l’apertura dell’Erasmus ai Paesi extra Ue; la seconda, più a carico dei
governi nazionali, è quella di estendere il più possibile l’esperienza Erasmus ai giovanissimi, ai ragazzi delle scuole; la terza mossa, da fare insieme - Europa e governi nazionali - è fare in modo che l’Erasmus si estenda non solo nello spazio e nell’anagrafe ma anche nella società: apprendistato, esperienze di lavoro all’estero». A ciò naturalmente si associa l’impegno affinché i programmi di mobilità ricevano maggiori investimenti.

Il bilancio
Il direttore dell’Agenzia nazionale Erasmus+Indire, Flaminio Galli, ha colto l’occasione per fare un bilancio delle esperienze nel primo anno della mobilità extraeuropea. All’avvio di questa misura, nell’anno accademico 2015-2016, sono 2.489 le istanze accordate su 8.983 mobilità richieste. La maggior parte dei fondi è stata assegnata agli studenti, 1.210 in entrata e 458 in uscita; una parte minore è destinata ai docenti (320 in ingresso e 277 in partenza).

La mobilità
La maggior parte delle mobilità per studio riguarda i paesi del Mediterraneo seguiti dall’area dei Balcani occidentali e dai paesi del partenariato orientale (Armenia, Bielorussia, Georgia
ecc.).

Budget in crescita
Per il 2016-17 il budget messo a disposizione per l’Italia è incrementato del 13%, anche in ragione dell’ampliamento ai paesi partner dell’area africana, caraibica e pacifica; in questa seconda annualità i fondi finanzieranno 1.986 mobilità in entrata e 1.116 in uscita.
Tra le università italiane che attraggono più studenti dal resto del mondo, La Sapienza di Roma è al primo posto, seguita dall’università degli studi di Milano, dall’Alma Mater di
Bologna, dall’università di Padova e dal Politecnico di Torino.
Rispetto alla mobilità verso i paesi extra Ue i primi 5 atenei per numero di studenti in partenza sono l’Alma Mater, la Ca’ Foscari di Venezia, l’università della Tuscia, il Politecnico di Milano e l’università di Parma.


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