Studenti e ricercatori

L’Udu annuncia: il Tar Lazio ha accolto ricorsi su posti non assegnati a Medicina

di Al. Tr.

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«Per la prima volta si farà luce sulla definizione del numero dei posti per i corsi di medicina». Lo dice Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell’Udu - Unione
degli universitari, riferendo che il Tar del Lazio ha accolto alcuni ricorsi «relativamente alla mancata produzione in giudizio di alcuni atti del ministero che potrebbero orientare
il giudizio conclusivo».

«Troppi posti lasciati liberi»
«Il Tar - spiega l’associazione studentesca in una nota - vuole vederci chiaro sugli atti che hanno stabilito l’entità dei posti riservati agli studenti extra-comunitari in ogni ateneo,
compresi i criteri adottati» Per questo, spiega ancora l’Udu, il Miur dovrà fornire diversi atti richiesti dal tribunale, tra i quali «i provvedimenti con cui viene decisa la riserva di questi posti che spesso rimangono inutilizzati», ma anche «copia dei verbali dei lavori della commissione che ha redatto i quesiti e copia degli atti del procedimento sulla base dei quali il ministero ha provveduto alla determinazione a livello nazionale dei posti da bandire da parte dei singoli atenei».
«Abbiamo da subito denunciato - dichiara Dionisio - come quest’anno sono stati troppi i posti lasciati liberi, derivanti dal fatto che il contingente riservato agli extracomunitari non è stato riempito e dalla chiusura anticipata della graduatoria. La modifica normativa, relativa alla chiusura anticipata delle graduatorie, inserita nel decreto 546 di qualche giorno fa è la prova che per l’anno scorso la mancata riassegnazione di questi posti non sarebbe dovuta avvenire. Sarebbe stato necessario per il Miur tenere conto della realtà dei fatti, anche in virtù di questo ultimo pronunciamento del Tar, ma purtroppo così non è stato». Anzi «si è andati in direzione contraria - conclude Dionisio - attraverso il taglio dei posti messi a bando e una prevedibile ulteriore riduzione, dovuta all’introduzione di norme stringenti sulla chiusura delle graduatorie».


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