Studenti e ricercatori

L'Udu: «Quest'anno quasi 1.700 posti in meno»

di Al. Tr.

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Per i corsi di laurea a numero chiuso ci sono 1.700 posti in meno. Lo segnala l'Udu, Unione degli universitari ribadendo la necessità di «superare l'attuale modello e andare verso il libero accesso».

«Violazione del diritto allo studio»
Il decreto è «l'ennesimo atto irresponsabile del Miur. Conferma, infatti - dice Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale Udu - tante delle preoccupazioni che avevamo denunciato già a gennaio, a cominciare dalla riduzione dei posti messi a bando, drasticamente inferiori a quelli degli scorsi anni. Considerando tutti i corsi ad accesso programmato nazionale saranno disponibili 1.696 posti in meno, di cui 741 a Medicina e 826 ad Architettura. Proprio in quest'ultima facoltà spesso si verifica il paradosso che gli aspiranti studenti sono in numero inferiore rispetto ai posti disponibili e il Ministero, anziché prenderne atto e andare verso il libero accesso, decide di mettere a bando meno posti: una scelta del tutto insensata».
Dionisio riferendosi quindi ai posti messi a bando per gli studenti non comunitari non residenti, fa notare che «è un dato ormai consolidato che questi ultimi posti non vengono mai coperti interamente». «Il Miur continua nella politica miope di mettere a bando posti che già sa che non verranno assegnati, prevedendo l'impossibilità di destinare quei posti a comunitari e residenti. Questo di fatto - afferma Dionisio - comporta un ulteriore taglio, contro il quale abbiamo già messo in campo azioni legali negli anni passati. Prevediamo che ulteriori riduzioni, inoltre, deriveranno dal fatto che il Miur ha inserito all'interno del decreto la previsione della chiusura perentoria delle graduatorie entro la conclusione delle attività didattiche del primo semestre, mettendo nero su bianco una prassi che aveva adottato negli ultimi anni e contro cui ci siamo sempre fermamente opposti». E «questo infatti rappresenta - conclude il coordinatore - una palese violazione del diritto allo studio, visto che impedisce l'accesso anche a coloro che hanno conseguito una posizione in
graduatoria utile per entrare».


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