Studenti e ricercatori

Dottorati e master in inglese: Padova, Polimi, Pisa e Tor Vergata ne offrono di più

di Marzio Bartoloni

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Quasi 700 corsi post laurea in inglese offerti dagli atenei italiani, con economia e ingegneria tra i settori più gettonati per gli insegnamenti nella lingua d’Oltremanica. Oltre ai corsi di laurea prende infatti sempre più piede nelle università italiane l’abitudine a ricorrere all’attivazione di dottorati, master e corsi di “winter summer school” in lingua inglese. Con alcuni atenei che svettano sugli altri: in particolare Padova, il Politecnico di Milano, Pisa e Tor Vergata che guidano questa speciale classifica. I numeri arrivano dall’ultima indagine appena pubblicata dalla Crui e dalla Fondazione della Crui che si aggiunge alla fotografia del portale Universitaly sui corsi di laurea in inglese.

L’offerta post laurea in inglese
Secondo l’indagine della Crui l’offerta formativa post-laurea in lingua inglese degli atenei italiani prevista per l’anno accademico 2016-2017 rivela un totale di 682 corsi, distribuiti in 60 atenei; nelle ulteriori 20 università, associate alla Crui e che hanno risposto all’indagine, non risultano attivati corsi post-laurea in lingua inglese. La distribuzione dei corsi per tipologia vede la preponderanza dei corsi di dottorato (271 in totale), seguiti dalle winter summer school (219) e dai corsi di master universitario (192 in totale). In particolare: 38 università offrono corsi in inglese di master universitario; 43 offrono corsi in inglese di dottorato; 40 università offrono winter/summer school in inglese. Come detto a guidare la classifica dell’offerta di formazione post laurea in inglese sono in particolare l’università di Padova (ben 52 corsi di cui quasi la metà, 25, sono “winter summer school”), il Politecnico di Milano (47 corsi, di cui 29 master e 18 dottorati), Pisa (38 corsi, di cui 32 winter summer school) e Tor Vergata (38, tra cui 15 master e 12 dottorati).

Obiettivo internazionalizzazione
Per quanto riguarda le aree disciplinari, quelle in cui si registra il maggior numero di corsi attivati in inglese sono «Scienze economiche e statistiche» e «Ingegneria industriale e dell'informazione». Le aree che invece presentano il minor numero di corsi sono «Scienze della Terra» e «Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche». «Il quadro complessivo - spiega la Crui nella sua indagine - denota una significativa offerta di corsi in lingua inglese e non di carattere episodico, bensì frutto di una consapevole progettazione didattica: solo nell’1% dei casi è stato infatti segnalato che il corso non verrà riattivato nel successivo anno accademico». «Le motivazioni che spingono gli atenei a organizzare tali corsi sono varie, ma è indubbio - avverte ancora la Crui - che questa tipologia di corsi rappresenta uno degli strumenti principali di internazionalizzazione del nostro sistema di alta formazione, soprattutto quando realizzati congiuntamente con altri atenei stranieri e se coinvolgono anche docenza internazionale».


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