Studenti e ricercatori

Erasmus, per gli inglesi c’è il modello svizzero

di Mar.B.

S
2
4Contenuto esclusivo S24

I ragazzi della Generazione Erasmus e i giovani che da sempre vedono nella Gran Bretagna e in particolare Londra la meta ideale per fare conoscenze, studiare, aprirsi al mondo, avere opportunità di successo negate nell’asfittica Italia sono preoccupati, paventano rischi seppure non immediati e soprattutto immaginano un futuro di caos burocratico. Negli ultimi nove anni solo il Programma Erasmus ha coinvolto quasi 25mila studenti italiani e britannici in esperienze di studio e di tirocinio nel Regno Unito e in Italia

Il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini frena sul panico: «L’Europa dell’Erasmus e della conoscenza non si ferma con la Brexit. Ora più Europa, quella dei giovani».
«Questo patrimonio non va disperso - ha aggiunto il ministro -. Ci sono altri strumenti per non interrompere questo flusso e ci impegneremo ad attivarli in maniera coerente con i valori europei di apertura e libertà». Mario Panizza, rettore dell’Università di Roma Tre, esprime preoccupazione per la generazione Erasmus ipotizzando «che ora vedrà venir meno la sua componente inglese. Grazie anche all'’esperienza internazionale europea si è determinata una maggiore facilità negli scambi e una forte riduzione dei costi. Con Erasmus non hanno più viaggiato per l'Europa solo i ricchi. E il programma per la ricerca e l'innovazione europea Horizon 2020 ha liberato una quantità di risorse destinate alla ricerca incomparabile con quella di cui avrebbe potuto disporre ciascun singolo stato membro. Anche di questo i giovani inglesi non potranno più beneficiare. Brexit determinerà un depauperamento in termini culturali e scientifici». Per la verità non ci sono comunicazioni ufficiali in merito e l’Erasmus già ora comprende scambi con paesi extra Ue come la Svizzera. E proprio il paese elvetico potrebbe essere il modello: «L’Inghilterra dovrà fare come la Svizzera e per rimanere nel programma di mobilità dovrà pagare», avverte Sofia Corradi, la professoressa che ha ideato l’Erasmus. «Il Paese dei quattro cantoni da’ un contributo per poter essere trattato come gli stati membri dell’Unione all’interno del programma. Mi sembra una facile previsione che nei prossimi 2 anni in cui andranno avanti gli accordi per l’attuazione della Brexit si farà una scelta di questo tipo».E anche per i soggiorni studi in Inghilterra, un classico delle vacanze estive dei minorenni per due, quattro settimane, «'nessun effetto immediato - dicono alla Sts Vacanze Studio - neppure pratico visto che le partenze dei ragazzi sono assicurate a prescindere se si va in un paese europeo. La Brexit insomma al momento non ci riguarda».


© RIPRODUZIONE RISERVATA