Studenti e ricercatori

Borse di studio, solo poche Regioni hanno già alzato le soglie Isee e Ispe

di Marzio Bartoloni

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Per il momento sono solo una manciata le Regioni che hanno già formalmente alzato le soglie Isee Ispe per allargare la platea dei beneficiari delle borse di studio così come richiesto dal decreto del Governo. A oggi avrebbero ufficialmente deliberato solo Abruzzo, Lazio, Piemonte e Veneto. Mentre molto presto, alcune già nei prossimi giorni, dovrebbero seguire Umbria, Emilia Romagna, Sardegna e Toscana. Dalle altre per ora nessun segnale o quasi. Da segnalare come anche in questa occasione la scelte delle Regioni siano più che difformi l’una dall’altra.

La situazione nelle Regioni
Dopo l'uscita del decreto ministeriale sull’aggiornamento della soglia reddituale Isee e patrimoniale Ispe, che ha portato la soglia Isee a 23.000 euro e la soglia Ispe a 50.000 (da 21mila e 35mila) era la volta delle regioni adoperarsi per adeguare i criteri previsti dai bandi regionali per l’accesso ai servizi per il diritto allo studio.Le principali associazioni degli studenti universitari hanno fatto un primo non facile monitoraggio per capire chi tra le Regioni si è già adeguato alle nuove soglie che decidono chi ha diritto e chi no alle borse di studio (dopo le delibere regionali vengono infatti emanati i bandi dalle aziende per il diritto allo studio che normalmente sono pubblicati entro luglio). Per il bilancio dell’Unione degli universitari si è registrata fino ad ora una grande difformità. In alcune Regioni (come l'Abruzzo e Lazio) hanno già provveduto a innalzare le soglie al tetto previsto dal decreto ministeriale e altre (Umbria e Emilia Romagna), anche se ancora mancano gli atti ufficiali, si sono prese l'impegno di adeguarsi al più presto agli stessi livelli. In Veneto si è andati verso l’innalzamento delle soglie rispetto allo scorso anno, ora fissate a 23mila euro per l’Isee e a 35mila per l’Ispe. Nella stessa direzione stanno andando la Sardegna, dove, con l’atto ufficiale della regione che arriverà durante questa settimana, l’Isee sarà aumentato rispetto all’attuale limite fissato a 17.472 e l’Ispe sarà portato a 50.000; in Toscana l'assessore si è impegnato ad aumentare le soglie a 23.000 (inclusa la borsa servizi per gli studenti “quasi borsisti”) per l’Isee e a 45.000 per l’Ispe; nelle Marche, dove il provvedimento è già stato licenziato dalla giunta e manca solo il passaggio, ormai formale, in consiglio regionale, è stato previsto un aumento delle soglie a 21.000 e 38.000. Situazione più che frastagliata anche per il monitoraggio di Link-coordinamento universitario che alla platea delle Regioni che hanno deliberato aggiunge anche il Piemonte, ma ci sono notizie positive anche da «Marche, Lombardia, Puglia, Campania e Friuli dove non esiste ancora la delibera ma - fa sapere Link - l’assessore o l'ente hanno preso impegni per una sua celere emanazione e per un aumento delle soglie»

Le reazioni degli studenti
«Quest’anno - avverte il Coordinatore nazionale dell’Udu Jacopo Dionisio - circa il 20% degli studenti che aveva diritto è rimasto escluso, non potendo partecipare ai bandi a causa delle nuove modalità di calcolo dell'Isee: una stortura che noi avevamo prontamente denunciato. Ora i primi frutti delle nostre battaglie, durate un anno e condotte tanto a livello nazionale quanto locale, iniziano a vedersi». «Ma - avverte Dionisio - continueremo questa nostra battaglia in tutte le regioni, perché riteniamo estremamente grave che, dopo il colpevole ritardo del Miur nel riconoscere tale problematica, ancora molte regioni non abbiano provveduto ad adeguare i limiti al tetto massimo previsto dal decreto». Un’assenza di omogeneità denunciata anche da Link che parla di una Italia «spaccata» sul diritto allo studio: «Siamo pronti a mobilitarci per avere risposte in tutte le regioni e - spiega Alberto Campailla, portavoce di Link -, con il comitato “All in” - Per il Diritto allo Studio, stiamo inoltre raccogliendo le firme per depositare una legge di iniziativa popolare affinché le soglie minime di Isee e Ispe siano definite dallo Stato uguali in tutte le regioni, perché il fondo integrativo statale sia accresciuto fino a garantire la copertura totale delle borse di studio in tutte le regioni e affinché venga istituita una No Tax area per tutti gli studenti con Isee fino a 28.000». «Queste settimane sono fondamentali per portare a compimento quello che è stato il percorso iniziato dal Cnsu diversi mesi fa sulla problematica dell’Isee», conclude il presidente del Consiglio nazionale degli studenti universitari Andrea Fiorini. Che segnala come «segnali positivi e incoraggiati arrivano da alcune Regioni che hanno già provveduto ad innalzare le proprie soglie, invece le Regioni che ancora non si sono attivate devono dare una risposta immediata a quello che è stato il Dm del Miur. In questa situazione non agire sarebbe un atto molto grave di indifferenza riguardo un tema che è già troppo spesso dimenticato dalle Regioni».


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