Studenti e ricercatori

Sì delle Regioni alla statizzazione degli ex istituti musicali

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Sì delle Regioni alla graduale statizzazione degli istituti musicali pareggiati trasformatisi in istituti superiori di studi musicali e prevista da un Ddl ora all’esame del Senato. Istituti che attualmente gravano sui bilanci degli enti locali già molto provati dai mancati trasferimenti da parte del Governo centrale.

«È molto positiva l’attenzione del Parlamento e del Governo sul processo di statizzazione degli Istituti Superiori di Studi Musicali ex pareggiati, nell’ambito di una più complessiva riforma e riorganizzazione dell’alta formazione artistica musicale», ne è convinta Monica Barni, vice presidente della Regione Toscana e coordinatrice della commissione Istruzione per la Conferenza delle Regioni, intervenendo ieri nel corso di una audizione presso la commissione Istruzione del Senato, alla quale ha partecipato anche l’assessore alla scuola, università e formazione della Regione Liguria, Ilaria Cavo. La Commissione del Senato era presieduta da Andrea Marcucci e all’audizione era presente il relatore del disegno di legge in materia, Claudio Martini, che prevede appunto «Norme per la statizzazione degli istituti musicali pareggiati» . «Quello dell’educazione musicale - ha spiegato Barni - è un tema strategico perché costituisce una parte importante della nostra identità e del nostro patrimonio culturale, ma anche perché può rappresentare lo strumento per una forte attrattività di studenti stranieri, quasi un volano, per la crescita culturale ed anche in parte economica del nostro Paese. Occorre infatti considerare che la presenza degli studenti stranieri nel comparto dell’alta formazione musicale è notevole». «L’avvio del processo di statizzazione degli ex-istituti musicali pareggiati, a mio avviso, rappresenta - aggiunge la coordinatrice degli assessori all’Istruzione - anche una condizione preliminare per provare a ridisegnare il modello della formazione musicale e artistica in Italia. Indubbiamente occorre un rafforzamento del percorso verticale che leghi l'ambito scolastico al percorso accademico. Ci troviamo in una fase in cui ancora oggi non vi è sufficiente dialogo fra le scuole medie con sezioni musicali e i licei musicali e fra questi ed i conservatori». «Nella nostra Regione - ha spiegato la vice presidente della Toscana - ad esempio sono state avviate delle sperimentazioni che agevolino la creazione di questa rete di dialogo fra i diversi livelli attraverso la costituzione di orchestre giovanili».


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