Studenti e ricercatori

Primo sì alla riforma delle professioni: oltre un milione di soggetti coinvolti

di Lucilla Vazza

Infermieri, medici, dentisti e tutte le professioni sanitarie, oltre un milione e 100mila operatori, hanno ricevuto un’importante assist dal Senato. Dopo quasi tre anni è stato infatti approvato il Ddl omnibus presentato dalla ministra Beatrice Lorenzin quando premier era Enrico Letta. Ora il testo va al voto della Camera. Sono interessati dal provvedimento 354.684 medici; 59.753 odontoiatri; 30.984 veterinari e 652.711 professioni sanitarie.

Trial clinici, medicina di genere, parto indolore in tutti i reparti di maternità, lotta all'abusivismo professionale con tanto di aggravante per reati commessi ai danno di pazienti ricoverati. Ma anche la riforma degli Ordini di medici e farmacisti, come del Collegio degli infermieri. E poi il punto più controverso, su cui c'è stata grande polemica: la nascita di nuovi ordini e di albi di professioni sanitarie (chimici, fisici, osteopati e chiropratici). Una riforma attesa da decenni (la normativa risale al 1934), che ha l’obiettivo di tutelare contemporaneamente la dignità professionale degli operatori e gli stessi assistiti.
Prima artefice della legge la relatrice, e presidente della commissione Sanità, Emilia De Biasi (Pd): «Abbiamo scelto alcune priorità: la ricerca clinica e la sperimentazione farmacologica fondamentali per il nostro Paese; il parto indolore perché, prima di ragionare sui
programmi di fertilità, va affermata la sicurezza della maternità. Senza dimenticare le sanzioni nei confronti di chi maltratta anziani e disabili nelle case e nelle residenze protette».
Con il provvedimento si stabilisce che gli Ordini sono enti di diritto pubblico non economico che svolgono funzioni sussidiarie dello Stato e si procede a una netta separazione tra funzione giudicante e istruttoria, in modo da aumentare la trasparenza nelle funzioni di vigilanza. Per le farmacie è introdotto il divieto esplicito di vendere sostanze dopanti. La riforma riguarda da vicino anche chimici e fisici, da oggi a tutti gli effetti “professione sanitaria”: «Siamo soddisfatti di un risultato che riafferma ruolo e competenze di chimici e fisici nel comparto sanità», rivendica la presidente del Consiglio nazionale dei chimici, Nausicaa Orlandi.


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