Studenti e ricercatori

Tasse universitarie: il Governo promuove l’idea di una no tax area

di Marzio Bartoloni

S
2
4Contenuto esclusivo S24

Nelle settimane scorse era stato lo stesso premier Renzi ad annunciare un intervento sulle tasse universitarie. Ieri è arrivata una prima conferma alla Camera dove il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone ha incontrato i deputati di Pd e Cinque stelle che stanno lavorando a una proposta unificata di riforma della contribuzione studentesca. E di fatto ha promosso la proposta di introdurre una no tax area nelle università per le fasce di reddito basse (la forbice Isee dovrebbe essere tra gli11mila e i 15mila euro) con l’impegno a trovare le risorse nella prossima legge di stabilità (saranno necessari dai 150 ai 200 milioni). Insomma il Governo è al lavoro su questo dossier, anche se mancano ancora tutti i dettagli che potrebbero arrivare dal Parlamento, proprio da una proposta a firma Pd e Cinque stelle.

La proposta
Ieri alla Camera, in commissione Cultura, era fissato il comitato ristretto dove si è arrivati alla decisione di provare a scrivere una proposta unica dai due Ddl all’esame sulla contribuzione degli studenti: uno a firma Pd (Manuela Ghizzoni) e l’altro dei pentastellati (Gianluca Vacca). Entrambi i provvedimenti puntano infatti con varie misure a bloccare l’emorragia di nuovi iscritti all’università. E tra le proposte sul tappeto c’è proprio quella di definire una no tax area fissando un limite di reddito - in base all’indicatore Isee - al di sotto del quale gli studenti non dovranno pagare tasse per frequentare i corsi. Per ora soglie non sono state fissate, ma si ragiona su una forbice che va dagli 11mila ai 15mila euro. L’idea poi è quella di prevedere comunque anche un peso della contribuzione progressivo sopra la no tax area per venire incontro ai redditi medio-bassi. L’intervento non è ovviamente a costo zero, a “pagare” in caso di meno tasse universitarie sarebbero gli atenei. Da qui l’idea di inserire nel testo della legge anche un fondo ad hoc da introdurre nel Ffo (il Fondo che finanzia le università) per reintegrare le perdite. Proposte queste che ieri hanno avuto una prima benedizione del sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone a cui piace l’idea di una no tax area. Le risorse dovrebbero essere trovare nella legge di stabilità dove potrebbero finire - questa una delle ipotesi - anche le norme stesse. Il Governo è dunque impegnato su questo fronte su cui dovrebbe investire almeno 150-200 milioni.

Le reazioni di Pd e Cinque stelle
«Le proposte sono due - ricorda Manuela Ghizzoni (Pd) - quella dei Cinque stelle nasce in realtà per ripristinare il parametro di regolazione delle tasse universitarie che non potevano superare il 20% dei finanziamenti statali: parametro che non ha mai garantito equità e progressività alle tasse degli studenti». «La nostra proposta - aggiunge Ghizzoni - punta più chiaramente alla definizione di una no tax area e alla fissazione di parametri per garantire progressività ai redditi medio bassi. Ed è su questo impianto che il sottosegretario Faraone ha garantito interesse e l’impegno del Governo». «Aggiungiamo - conclude la deputata Pd -che a differenza della proposta M5S noi abbiamo sempre previsto che gli atenei avessero adeguata compensazione rispetto alla riduzione delle entrate degli studenti». «Faraone ha segnalato la sostanziale convergenza tra la nostra proposta, alla quale si è aggiunta anche quella del Pd, e i propositi del governo, aggiungendo che l'esecutivo è anche disponibile a un impegno finanziario per condurre in porto l'iniziativa», hanno spiegato i deputati M5s in commissione Cultura. «Ricordiamo che la nostra proposta di legge prevede una rimodulazione delle tasse universitarie al fine di incentivare le immatricolazioni che, negli ultimi anni, si sono ridotte con conseguenze negative a cascata per le finanze degli atenei. In particolare, l’M5S - concludono i deputati pentastellati - prevede l'istituzione di una no tax area per le fasce di popolazione economicamente in maggiore difficoltà e una rimodulazione della tassazione in base alla fascia di reddito di appartenenza».


© RIPRODUZIONE RISERVATA