Studenti e ricercatori

Più facile studiare e fare ricerca in Europa per i cervelli degli altri Paesi

di Marzio Bartoloni

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Studiare o fare ricerca in Europa diventa più facile: i cervelli che vengono nella Ue potranno portarsi i familiari e rimanere a cercare un lavoro (per 9 mesi) senza più la burocrazia del passato, a cominciare dai visti che sarà più facile ottenere. Le novità sono contenute in una direttiva varata lo scorso mercoledì dall’Europarlamento che puntano a rendere più semplice e più attraente per le persone provenienti da paesi terzi studiare o fare ricerca nelle università europee. Le nuove disposizioni chiariscono e migliorano anche le condizioni di tirocinanti, volontari, alunni e ragazzi alla pari non-Ue.

La direttiva varata dal Parlamento Ue
Secondo la nuova direttiva - che ora dovrà essere trasposta dai Paesi membri entro due anni - studenti e ricercatori potranno soggiornare nella Ue per almeno nove mesi dopo aver terminato i propri studi o ricerche per cercare un lavoro o di dare vita a un’attività. In futuro non sarà più necessario presentare una nuova domanda di visto al momento del trasferimento, ma basterà semplicemente notificare lo Stato membro verso il quale ci si sta spostando, ad esempio per uno scambio culturale di sei mesi. I ricercatori potranno inoltre spostarsi per periodi più lunghi rispetto a quelli attualmente consentiti. La nuova direttiva proposta sulle condizioni di ingresso e soggiorno dei cittadini di paesi terzi per motivi di ricerca, studio, scambio di alunni, tirocinio retribuito e non retribuito, volontariato e collocamento alla pari sostituirà due direttive vigenti, coprendone tutti i beneficiari e aggiungendovi due nuovi gruppi: i tirocinanti retribuiti e le persone collocate alla pari.

Le altre misure
Secondo le nuove norme armonizzate, i ricercatori avranno il diritto di portare i loro familiari con loro e, a loro volta, i membri della famiglia potranno lavorare durante il soggiorno nella Ue. Inoltre viene riconosciuto il diritto di lavorare almeno 15 ore a settimana. La nuova direttiva prevede anche condizioni di ingresso uniformi e una protezione più efficace per i tirocinanti e i volontari che operano nell'ambito del programma di volontariato europeo. Disposizioni facoltative sono inoltre previste per altri volontari, alunni e ragazzi alla pari non comunitari, che potranno per la prima volta fare affidamento su una legge europea. La direttiva entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale europea e poi gli Stati membri avranno due anni di tempo per trasporre le disposizioni nella loro legislazione nazionale.


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