Studenti e ricercatori

Numero chiuso, il Consiglio di Stato ammette «con riserva» altri studenti esclusi

di Benedetta Pacelli

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Nuovo colpo al numero chiuso. Questa volta ad assestarlo ci pensano direttamente i giudici di palazzo Spada che con una serie di ordinanze simili (seppure ancora in fase cautelare) hanno accolto il ricorso di alcuni candidati, per ora si parla di una quindicina di studenti, esclusi dalle graduatorie dei corsi a numero chiuso perchè non ritenuti idonei dalle relative commissioni. E per effetto ne hanno disposto l’ammissione al corso di laurea per l'anno accademico 2015/16.

Le ordinanze
Secondo i giudici, infatti, sussistono i presupposti per l’accoglimento dell’istanza cautelare, tenuto conto dell’esistenza dei presupposti giuridici e del “fumus boni iuris dell’appello”, si legge in una di queste ordinanze (n.01782/16), «in relazione alle censure incentrate sull’erroneità di alcuni quesiti». In pratica i ricorrenti, esclusi dal corso di laurea, avevano impugnato la loro mancata ammissione deducendo l’erroneità, di alcuni quesiti somministrati dal ministero. Erroneità, non evidenziata in prima istanza dal giudice di primo grado, ma dal Consiglio di stato che infatti dispone che i candidati esclusi siano riammessi all’anno accademico in corso.

Le reazioni
«È una crepa decisiva nella diga, aperta grazie ai ricorsi dell’Udu», ha commentato Michele Bonetti, l’avvocato che ha rappresentato gli studenti in primo e secondo grado. «Ad oggi ci sono circa 1000 posti liberi che non vengono sfruttati per i corsi di Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Professioni Sanitarie, a causa della chiusura anticipata delle graduatorie, mentre i nostri ragazzi sono costretti ad andare a studiare all’estero». «È ormai evidente», ha aggiunto Jacopo Dionisio coordinatore dell’Unione degli studenti, «che l’attuale sistema a numero chiuso non è più sostenibile: ogni anno tantissimi studenti sono costretti a ricorrere alle vie legali per vedere riconosciuto il diritto all’accesso al corso di studi che si è scelto per il proprio futuro perché il Ministero sbaglia i concorsi. Siamo stufi dei soliti annunci e della vuota retorica: il Miur deve prendere atto che il muro del numero chiuso sta crollando. È necessario abrogare la legge 264/99 e convocare al più presto il tavolo per discutere realmente il superamento dell'attuale modello».


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