Studenti e ricercatori

I giovani ricercatori promuovono il bando per i dottorati nelle imprese, ma chiedono «correzioni»

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I giovani ricercatori chiedono alla Crui di aprire un confronto per introdurre alcune modifiche al recente bando PhD ITalents , gestito dalla Fondazione Crui - su incarico del Miur - in partnership con Confindustria che punta a favorire l’inserimento dei dottori di ricerca in imprese con attività di ricerca e sviluppo.

Per l’Adi serve un confronto sul bando
Il progetto, articolato su 2 bandi e su 6 aree di interesse individuate dalla Fondazione, ha visto la partecipazione di quasi mille imprese, con 1.136 offerte di lavoro di cui 730 sono state selezionate da esperti e sono state rese pubbliche il 14 aprile, attraverso un bando destinato ai dottori di ricerca. Per l’Adi, l’associazione dei dottorandi e dottori di ricerca, «il progetto presenta innegabili motivi di interesse e a nostro giudizio rappresenta un primo e interessante tentativo, da parte degli attori istituzionali, di valorizzare il contributo dei Dottori di Ricerca nel sistema produttivo, così come l’Adi chiede da tempo». «Gli elementi positivi del progetto si accompagnano però - avverte ancora l’Adi - ad una serie di criticità, che riteniamo debbano indurre la Fondazione Crui a una seria riflessione». E quindi all’apertura di un tavolo di confronto. In primo luogo per i giovani ricercatori è necessario che la Fondazione Crui chieda ad alcune aziende di «rettificare offerte marcatamente discriminatorie (ad es. riservate a soli candidati di sesso maschile) o prive di elementi sufficienti a valutare la reale consistenza del progetto di ricerca da parte del candidato», così come avverte una analisi messa a punto dalla stessa Adi. Che chiede di rendere disponibili anche i giudizi degli esperti su tutte le proposte pervenute, «in modo da consentire il controllo del loro operato anche a terzi».

Le principali criticità
Per l’Adi gli aspetti più critici del progetto riguardano l’età massima dei candidati, pari a 35 anni, e la modalità con cui il dottore di ricerca può candidarsi a massimo due offerte.
«Per quanto riguarda il limite di età, la Corte di Giustizia europea - avvertono i giovani ricercatori - si è già espressa in merito diverse volte, indicando come illegittimi bandi per posizioni lavorative dove il limite di età non sia giustificato relativamente alla mansione da svolgere». Criticato anche il limite sul numero di candidature: «Riteniamo necessario - aggiunge l’Adi - che nel bando sia operata una correzione in merito alle modalità di accettazione dell'offerta da parte del candidato. Le modalità attualmente previste lo costringerebbero ad accettare la prima offerta pervenuta a pena di esclusione dal bando. Questo vincolo andrebbe rimosso». Da qui la richiesta di alzare da due a tre il numero di candidature che si possono presentare, «in modo da offrire una maggiore libertà di scelta ai candidati».


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