Studenti e ricercatori

La laurea fa ancora la differenza: a un anno dal diploma il 70% trova lavoro

di Marzio Bartoloni

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La timidissima ripresa che si è affacciata sull’economia italiana comincia a farsi sentire anche tra i laureati. Che dopo il tracollo degli anni della crisi trovano più facilmente lavoro, contratti un po’ più stabili e guadagni migliori. A certificare l’inizio della risalita sono i dati di Almalaurea, il consorzio che unisce 73 atenei, presentati ieri a Napoli. Dati che appunto fanno registrare tra i “dottori” in cerca di occupazione «alcuni segnali di ripresa del mercato del lavoro, in parte già intravisti nel 2014».

Gli sbocchi occupazionali
A un anno dal diploma il tasso di occupazione è del 67% per chi ha in tasca una laurea triennale (un punto in più rispetto all’indagine dell’anno prima) e del 70% tra i magistrali (+0,3%). Che dopo cinque anni vedono salire il loro tasso di occupazione all’84%, a dimostrazione del fatto che la laurea resta sempre un buon investimento. I numeri pre-crisi restano però lontanissimi: gli occupati nel 2007 a un anno dal diploma (triennale o magistrale) erano rispettivamente l’82% e l’80,5 per cento. Erosi anche i primi sudati guadagni dei neolaureati: oggi i magistrali, i titoli più prestigiosi, dopo un anno conquistano 1132 euro (1388 dopo cinque), 150 euro in meno di quanto accadeva 7 anni prima. Migliora comunque la stabilità lavorativa - contratti a tempo indeterminato o attività autonome effettive - che riguarda il 42% dei neolaureati triennali (era il 39% l’anno scorso) e il 37% dei magistrali (era il 34%), sui quali si sente ancora poco l’effetto del Jobs act con i contratti a tutele crescenti che di fatto sono stati attivati nel corso del 2015.

Le performance e i guadagni per settore
A cinque anni dal titolo il 78% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 17% in quello pubblico. La restante quota lavora nel non-profit. I servizi assorbono il 76% degli occupati, mentre l’industria accoglie il 22%. Marginale la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.Tra uno e cinque anni dal titolo si registra un miglioramento del tasso di occupazione per tutti i gruppi disciplinari indagati. Focalizzando l’attenzione sui soli laureati magistrali biennali emerge che l’occupazione è significativamente superiore alla media, a cinque anni dalla laurea, per i laureati delle professioni sanitarie (95%), di ingegneria (94%) e del gruppo economico-statistico (90%). Al di sotto della media si posizionano i laureati dei gruppi letterario (72%), giuridico (75%), geo-biologico (78%) e insegnamento (78%). Il miglioramento si registra anche a livello retributivo, e per tutti i gruppi disciplinari indagati. In testa si posizionano, con guadagni apprezzabilmente superiori alla media, i laureati in ingegneria (1.705) e dei gruppi scientifico (1.614), chimico-farmaceutico (1.562), professioni sanitarie (1.552) ed economico-statistico (1.496). Per i laureati dei gruppi psicologico, educazione fisica, insegnamento e letterario, i guadagni sono significativamente inferiori alla media (rispettivamente, 980, 1.059, 1.093 e 1.117 euro).


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