Studenti e ricercatori

Al via l’Osservatorio università-imprese

di Benedetta Pacelli

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Il dottorato industriale, l’apprendistato, le competenze trasversali e infine i percorsi professionalizzanti. Quattro nodi da sciogliere e su cui lavorare per far sì che il rapporto, non sempre proficuo tra l'università e il mondo del lavoro, funzioni davvero. E così su questi quattro temi la Fondazione Crui (Conferenza dei rettori delle università italiane) ha organizzato altrettanti gruppi di lavoro che fanno capo all'Osservatorio università-imprese, lo strumento operativo con cui si tenta di rafforzare la sinergia tra le due realtà.

L’Osservatorio
L’iniziativa, che vede la partecipazione di rappresentanti del mondo accademico, dell’economia e delle imprese, nasce dalla convinzione che le università italiane possono fornire un contributo rilevante allo sviluppo economico e sociale del paese e alla competitività delle imprese. Non è un caso che, stando ai dati di questa prima collaborazione contenuti nel Report 2015, emerga principalmente che, pur con i noti vincoli dovuti al sottofinanziamento ormai strutturale, del sistema universitario e alle dimensioni minime delle imprese italiane, il dialogo fra le università e le imprese si stia rafforzando anche in Italia. E lo dimostrano i diversi casi di cooperazione in tutte le aree di Italia, la crescita delle attività e il fatto che, al di là della crisi, il possesso della laurea consenta ancora dei vantaggi occupazionali.
«Il primo compito che l'Osservatorio si è posto», ha spiegato Angelo Riccaboni presidente della Fondazione Crui, «è stato quello di rappresentare la situazione esistente nel nostro paese nel rapporto di cooperazione università-imprese, con l’obiettivo di individuare esempi e buone pratiche in grado di promuovere l’occupabilità dei laureati, di definire modelli di collaborazione innovativi e di elaborare raccomandazioni per gli addetti ai lavori». Per esempio, rispetto al tema del trasferimento tecnologico, l’Osservatorio ha posto l’accento sulla necessità di una maggior integrazione fra le attività di ricerca e formazione svolte nei laboratori universitari e quelle attuate nelle aziende, sul capitolo relativo alle carriere studentesche o agli sbocchi occupazionali è emersa la necessità di potenziare i percorsi di orientamento in ingresso e in uscita e di creare all’interno dei corsi di laurea magistrale e dei dottorati di ricerca percorsi che promuovano imprenditorialità e diffusione della cultura d'impresa. «A partire da questo primo lavoro abbiamo poi individuato altre aree di lavoro che confluiranno nel prossimo Report in uscita a luglio».

I focus
Saranno dedicati ai percorsi professionalizzanti, al dottorato industriale, in forte crescita negli ultimi anni grazie in alcuni casi al supporto delle Regioni e poi attenzione ai temi dei contratti di apprendistato e alla promozione di competenze trasversali e multidisciplinari, anche attraverso forme di sperimentazione didattica.


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