Studenti e ricercatori

I tecnici di radiologia guardano al futuro per scacciare la crisi

di Bendetta Pacelli

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L’occupazione dei tecnici di radiologia si proietta nel 3d. E nel futuro uno dei campi di attività per questo professionista della sanità sarà anche quello di rielaborare i dati ricavati da radiografie ospedaliere. Del resto solo ritagliandosi nuove competenze in fette di mercato diverse da quelle tradizionali il tecnico di radiologia, l’unica delle professioni sanitarie (insieme a infermieri e ostetriche) ad avere una regolamentazione, riuscirà a resistere alla crisi occupazionale che da qualche anno ha colpito anche questa categoria.

Alcuni numeri
Era una delle professioni d’oro, al riparo da crisi e disoccupazione. Un tempo però. Perché ora per il tecnico di radiologia medica la strada verso il mercato del lavoro è più che in salita. Un crisi, di cui ha tenuto conto anche il ministero della Salute che nell’effettuare l’annuale programmazione posti da mettere a bando, ha effettuato una sensibile sforbiciata, passando dagli oltre 1400 posti dei 10 anni fa, ai poco più di 800 per lo scorso anno. Con un ulteriore taglio previsto per il 2016-2017. Nell’arco di 7 anni la percentuale di occupati è scesa in maniera significativa. «Rispetto ad un quadro generale di sostanziale stabilità per le professioni sanitarie, comunque negativa rispetto al passato - ha dichiarato Angelo Mastrillo componente dell'Osservatorio delle professioni sanitarie - la situazione più critica si conferma proprio per il tecnico di radiologia, che nell'arco di 7 anni ha persone percentuali di occupazione sempre più significative, dal 92% del 1997 al 38% del 2013, con -54 punti percentuali». E in questo senso ha aggiunto ancora: «Si comprende la posizione della Federazione tecnici sanitari di radiologia medica, delle Regioni e del ministero della Salute che negli ultimi 4 anni sono intervenuti riducendo di circa 50 unità ogni anno la quota dei posti messi a bando».

Il futuro
Dall’assistenza territoriale e domiciliare all’archivio delle bio-immagini fino al corpo stampato in 3d. Ci sono vari settori da esplorare che ha spiegato Alessandro Beux, presidente della Federazione nazionale Tecnici Sanitari di Radiologia Medica potrebbe rappresentare il futuro per i professionisti del settore. Uno di questi è legato alla teleradiologia, che «potrebbe sviluppare le competenze e il ruolo dei tecnici sul territorio e nell'assistenza domiciliare di cui ci sarà sempre più bisongo. Si tratta di prestazioni fondamentali che possono essere erogate senza dover replicare il modello ospedaliero». E poi ancora cìè tutto il filone applicativo che si potrà aprire per la stampa 3d in sanità, innanzitutto con «l’utilizzo di repliche anatomiche realizzate con questi strumenti per la simulazione e la preparazione di interventi complessi che prevedono il coinvolgimento di più équipe». E poi ancora l’impiego dei tecnici di radiologia negli archivi delle bio immagini i cui benefici non ricadrebbero solo sulle aziende ospedaliere e sugli specialisti ma si potrebbero estendere anche alla cura diretta dei pazienti. Ma l’obiettivo per il futuro dei circa 25mila professionisti della salute è infine «quello di sbloccare situazioni da troppo tempo in sospeso a causa di resistenze corporative e di una propaganda lontana da ogni indicazione deontologica con la quale si insinua che affidarsi alle competenze di professionisti sanitari diversi dai medici corrisponderebbe a un abbassamento della qualità dell’assistenza e a un aumento della sua pericolosità. Insinuazioni da rigettarsi con determinazione. Infatti oggi una quota rilevante dei bisogni socio-sanitari espressi dalla popolazione riceve la risposta migliore proprio dalle professioni sanitarie, altre da quella medica».


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