Pubblica e privata

Patto Politecnico-Finmeccanica su ricerca e formazione

di Giovanna Mancini

Uno strumento di politica industriale congiunta, che vede un grande gruppo industriale come Finmeccanica e una delle eccellenze universitarie italiane, il Politecnico di Milano, unire forze e competenze per promuovere attività di ricerca, sviluppo, innovazione e formazione.

Nasce con questa ambizione il progetto Politecnico Innovation Hub, frutto di un accordo quadro siglato ieri a Milano tra Finmeccanica e l’ateneo milanese. Il progetto si inserisce all’interno di un percorso di partnership strategiche con le realtà industriali del Paese, avviato dal Politecnico alcuni anni fa e che ha già visto l’avvio e il rinnovo di analoghi accordi con una decina di partner (tra cui Eni, Telecom e Pirelli). Lo scopo, spiega il rettore del Politecnico Giovanni Azzone, è dare vita a «collaborazioni di medio termine volte a creare un ambiente di ricerca sempre più permeabile tra le metodologie scientifiche accademiche e le esigenze e le tecnologie industriali».

La sinergia tra mondo produttivo e ricerca universitaria è fondamentale del resto, secondo l’amministratore delegato di Finmeccanica Mauro Moretti, «per sostenere le imprese nel mantenimento di una posizione competitiva sul mercato». Il gruppo, che ogni anno investe in ricerca e sviluppo circa l’11% dei ricavi, è da sempre aperto a collaborazioni con soggetti esterni di ricerca e l’accordo con il Politecnico, ha detto Moretti, segna un ulteriore passo in questa direzione.

L’intesa firmata ieri – di durata triennale e rinnovabile – prevede la costituzione di un comitato guida composto da tre membri del Politecnico e tre di Finmeccanica che, entro l’estate, dovrà definire i progetti su cui si focalizzerà il lavoro dell’Innovation Hub. Nove le aree tecnologiche di interesse (dall’aerodinamica ai materiali, dalla meccanica all’ingegneria del software, dalla sensoristica ottica e acustica alla robotica) che coinvolgeranno quasi tutti i dipartimenti del Politecnico. La logica di questi accordi, spiega il delegato del rettore per il trasferimento tecnologico del Politecnico, Ferruccio Resta, è proprio mettere in campo tutte le migliori competenze dell’ateneo, così come le diverse divisioni degli attori industriali coinvolti. «Oggi non è più pensabile fare ricerca su singoli temi – dice Resta – ma è necessario integrare in modo trasversale tutti gli ambiti di conoscenza».

Inizialmente saranno coinvolti otto dei dodici dipartimenti dell’ateneo (tutti quelli dell’area ingegneria), ma nel tempo si aggiungeranno probabilmente anche quelli di architettura e design. A regime, si ipotizza il coinvolgimento di un centinaio tra docenti, ricercatori e dottorandi dell’ateneo che, insieme ai ricercatori di Finmeccanica, dovranno sviluppare metodologie innovative, codici di calcolo per modelli di simulazione, ma anche prototipi che avranno una brevettazione congiunta tra i due partner, e saranno poi eventualmente industrializzati e messi sul mercato da Finmeccanica. L’accordo prevede anche attività di formazione manageriale e professionale, oltre al supporto per lo svolgimento di tesi di laurea, dottorati di ricerca e stage didattici.

Scopo di Innovation Hub è anche unire le competenze per partecipare a bandi e programmi di ricerca regionali, nazionali o internazionali, con particolare attenzione, in ambito europeo, a programmi come Horizon 2020 e Clean Sky2.


© RIPRODUZIONE RISERVATA