Studenti e ricercatori

Quattro atenei lombardi e ZCube si alleano per aiutare le migliori start up

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Li chiamano «investimenti seed». La missione è dare linfa per far germogliare nuove idee di business nel campo delle Scienze della vita. La caccia ai progetti è già cominciata con 4 atenei lombardi - università degli Studi di Bergamo, Brescia, Milano-Bicocca e Pavia - con i quali ZCube, research venture del gruppo farmaceutico Zambon, ha annunciato ieri una partnership finalizzata a finanziare start up attraverso il progetto Open Accelerator, il primo programma di accelerazione interamente italiano lanciato lo scorso marzo.

Il bando per le start up
Il bando di call for ideas è disponibile fino al 30 sul sito di Open Accelerator e prevede la selezione di massimo di 20 progetti in aree che ricalcano le principali sfide del momento: «Drug delivery systems» (tecnologie innovative per la somministrazione di farmaci con caratteristiche adeguate per il rilascio controllato e mirato all’interno dell’organismo), «Wearables» (soluzioni tecnologiche e dispositivi indossabili per malattie croniche), «Open source prototyping» (piattaforme tecnologiche innovative quali dispositivi diagnostici professionali e applicazioni biometriche avanzate), «Big Data» (analisi e sfruttamento dei dati che consentano la riduzione dei costi sanitari attraverso diagnosi più efficaci e ricerca & sviluppo per l'individuazione di farmaci personalizzati). In collaborazione con le università e i rispettivi dipartimenti innovazione, trasferimento tecnologico e valorizzazione della ricerca, verranno dunque identificate le idee meritevoli di partecipare a un percorso in 10 tappe, indirizzato a ricercatori, scienziati e aspiranti imprenditori, provenienti anche da altri istituti universitari e di ricerca italiani. Il percorso di accelerazione avrà luogo nel campus OpenZone di Bresso, attraverso 9 tappe di formazione sugli elementi base di un modello di business nel settore delle life science, secondo la metodologia di «business model canvas» già adottata dalla National Science Foundation (Nsf) e dai National Institutes of Health (Nih) negli Usa.

Alla fine 6 idee ricevono fino a 100mila euro
Già dal primo momento i team di partecipanti dovranno presentare una prima bozza di modello di business. Ogni tappa del percorso sarà suddivisa in lezioni frontali, condivisioni, interventi e casi di studio portati dal gruppo di mentori. L’ultima e decima tappa è il «Pitch Day», durante il quale i team presenteranno l’intero percorso del loro progetto e il Comitato scientifico selezionerà le sei idee che potranno ricevere un investimento seed fino a un massimo di 100mila euro a progetto, per un totale di 600mila euro complessivi. Questo nuovo passo, spiega Riccardo Pietrabissa, delegato per l'innovazione e il trasferimento tecnologico dell'università degli Studi di Brescia, «si iscrive nel tracciato che vede le nostre 4 università lombarde collaborare già da alcuni anni sui temi della ricerca traslazionale. La partnership con Open Accelerator e il Gruppo Zambon mette ulteriormente a fattor comune le risorse dedicate al trasferimento tecnologico» degli atenei «aggiungendo un tassello importante all'ecosistema che coinvolge ricerca, università e impresa». Un’occasione per gettare un ponte tra una realtà «vicina all'innovazione» come ZCube «e il mondo universitario italiano dove ci sono tanti ricercatori e scienziati che necessitano di un supporto per sviluppare le proprie idee», sottolinea Roberto Gradnik, consigliere incaricato per lo sviluppo di ZCube.


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