Studenti e ricercatori

Accordo Crui-ministero della Giustizia per aprire le porte agli studenti

di Ludovica Ciriello

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Il presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) Gaetano Manfredi, e il Guardasigilli, Andrea Orlando, hanno siglato una Convenzione quadro, per una collaborazione tra il mondo accademico e il ministero di Giustizia. Grazie alla Convenzione, oltre ai benefici per la Pa - e nel caso specifico per il ministero di Giustizia - ci saranno anche nuove possibilità per gli studenti, che avranno l’occasione di fare esperienze sul campo, venendo accolti dagli Uffici territoriali del ministero.

La convenzione
Da un’indagine Crui, è emerso che circa l’80% degli atenei italiani ha già all’attivo accordi, di varia natura, con la Pa. Ogni università, però, li porta avanti in modo autonomo, con il risultato di un quadro che – se considerato sull’intero territorio italiano – risulta frammentato ed eterogeneo.
E’ sulla base di questa considerazione – e prendendo spunto da un’esperienza napoletana che ha coinvolto, in passato, circa 250 studenti dell’ateneo federiciano, in attività di informatizzazione degli uffici della Pa – che è nata l’idea della Convenzione quadro, per arrivare ad una sistematizzazione delle esperienze già in atto, dando loro una nuova forma, stavolta omogenea e istituzionale.
Per raggiungere lo scopo è stato portato avanti, a cura di una commissione, interna al ministero, un lungo lavoro di analisi dei rapporti preesistenti, così da poterli inquadrare, migliorare e, lì dove fossero esperienze andate a buon fine, duplicare.
«La Conferenza dei Rettori – spiega Gaetano Manfredi - farà da collettore di tutte quelle che sono le “buone pratiche” in Italia. In seguito saranno le singole università, in base alle proprie esigenze e alle esigenze delle strutture decentrate del ministero, a stringere accordi attuativi, trovando di volta in volta la forma di collaborazione più adeguata».
Uffici, procure, tribunali, e lo stesso ministero, dal prossimo anno accademico, saranno quindi chiamati ad ospitare giovani giuristi e potranno richiederne la collaborazione in ambiti di loro competenza: lì dove, ad esempio, al ministero occorresse approfondire un determinato tema potrà, d’ora in poi, rivolgersi con facilità al mondo accademico, trovando lì quel che cerca, in un lavoro di tesi specialistica o di tesi dottorale. Non saranno solo i giuristi, però, ad essere coinvolti nel progetto. Tutti gli studenti di discipline che hanno, direttamente o indirettamente, a che fare con le attività svolte dal ministero avranno, infatti, la possibilità di svolgere un tirocinio nel proprio settore: tra questi, ad esempio, gli informatici, i gestionali o anche gli studenti in medica.

Le macro-aree
Progettazione e partecipazione congiunta a ricerche nazionali e internazionali; alta formazione; percorsi professionalizzanti per gli studenti; coordinamento tra uffici giudiziari; facilitazione dei rapporti tra le strutture periferiche dell’amministrazione della giustizia e gli atenei: sono queste le macro-aree, già individuate dalla Convenzione, entro le quali i singoli accordi si muoveranno.
Da un lato, quindi, per gli studenti ci sarà l’occasione di avere a che fare con il mondo del lavoro, cosa che, fino ad oggi, almeno per gli iscritti ai corsi di laurea legati allo studio dei testi più che all’esperienza sul campo – ad esempio, gli studenti di Giurisprudenza - era sempre stata solo una remota possibilità; dall’altro, il confronto con energie giovani dovrebbe contribuire a migliorare anche i meccanismi interni alla Pa. «Un confronto che sarà positivo per tutti – conclude Manfredi – sia per gli studenti che per gli addetti ai lavori. Un passo avanti di cui si sentiva molto l’esigenza».


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