Studenti e ricercatori

L’Ue mette sul piatto 220 milioni per non far scappare i suoi migliori cervelli

di Roberto Nicchi

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I giovani talenti sono la base su cui progettare il futuro di ogni società, perderli significa indebolire la propria competitività a livello internazionale sia in termini di innovazione che economici. L’Ue è ben consapevole della delicatezza della situazione e per questo, tramite lo strumento del programma quadro Horizon 2020, ha aperto ieri la call «Marie Sklodowska-Curie - Individual Fellowships ». Un bando da 218 milioni e 500 mila euro per riportare i propri ricercatori, se non a casa, all'interno dei confini europei promuovendo la mobilità a livello comunitario.

Termini e condizioni della call «Individual Fellowships»
Il bando in questione rientra tra le actions del programma Marie Sklodowska-Curie, facente capo al pilastro fondamentale «Excellent Science», dedicato a sostenere la formazione e la mobilità dei ricercatori. I fondi stanziati per la call, a cui i ricercatori interessati potranno tentare di accedere inviando le proprie domande di partecipazione fino al 14 Settembre 2016, saranno a loro volta suddivisi tra cinque tipologie di percorso lavorativo. Infatti i vincitori del bando non saranno scelti in base a semplici limiti tematici, dato che il programma Marie Sklodowska-Curie si rivolge a tutti i settori e livelli di ricerca, ma anche in funzione del proprio livello di esperienza e stato di carriera. L’entità delle singole borse di studio dovrebbe essere sufficiente per coprire almeno due anni di stipendio (fino a 4.650 euro al mese), un’indennità di mobilità (600 euro), assegni familiari (fino a 500 euro), i costi di ricerca e le spese generali per l’istituzione ospitante (altri 1.450 euro circa in totale). I candidati verranno valutati sulla base della qualità delle ricerche effettuate in passato, le future prospettive di carriera ed il sostegno offerto dall'organizzazione ospitante.

Quasi 180 milioni per il reinserimento lavorativo ed il rilancio di carriera
La call «Individual Fellowships» nasce soprattutto dalla voglia di dare nuova linfa vitale agli stimoli di quei ricercatori che vedono la propria carriera ad un punto d'impasse, se non del tutto conclusa. Sono tre i “topic” tra cui i «ricercatori esperti» (basta essere in possesso di un dottorato di ricerca o avere almeno quattro anni di esperienza) possono scegliere per tentare di rilanciare la propria carriera, ampliando tra l'altro i propri orizzonti grazie alla collaborazione con un organismo di ricerca europeo. Infatti ognuno di questi percorsi rientra tra le cosiddette «Borse Europee», ovvero aperte a quei ricercatori europei che si vogliono spostare all'interno del territorio comunitario o che vogliano farvi ritorno. Il primo topic, denominato «Standard European Fellowships», sembra essere principalmente rivolto a quei ricercatori ancora attivi ma che, preoccupati del futuro, ritengono indispensabile migliorare la propria formazione sia dal punto di vista interdisciplinare che internazionale. Può essere considerato alla pari di un qualsiasi altro argomento di ricerca promosso all’interno di Horizon 2020, senza però il limite vincolante ad attenersi ad una tematica prefissata. Chi si è invece imbattuto in un “break” di carriera e vuol tentare di risalire la china troverà sostegno in un topic appositamente messo a sua disposizione, il «Career Restart Panel». Il «Reintegration Panel», invece, è rivolto ai ricercatori che vogliono tornare in Europa per reintegrarsi in un posto a lungo termine.

Borse «Globali» e «Industriali»
I candidati potranno comunque proporre progetti di ricerca che prevedano di svolgere una parte di lavoro al di fuori dei confini comunitari. Il topic di riferimento in questione prevede un budget di 29 milioni, per borse di studio di 2 o 3 anni, ed è denominato «Global Fellowships». Tale possibilità è stata istituita non solo al fine di soddisfare il desiderio dei candidati di attingere a nuove conoscenze al di fuori dell’Europa, ma anche per far sì che il know-how acquisito venga poi di nuovo trasferito ed utilizzato in ambito Ue. Per chi invece fosse interessato a presentare progetti di ricerca che non prevedano la collaborazione con istituti universitari od enti di ricerca ma fossero interessati a collaborare con un'industria, un’organizzazione civile od un organismo culturale, il topic di riferimento è il «Society and Enterprise Panel». In questo caso i fondi messi a disposizione dei ricercatori sono pari a 10 milioni di euro.


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