Studenti e ricercatori

Dal Pnr al reclutamento di cervelli fino agli incentivi per gli Erc: confermato il menù per atenei e ricerca

di Mar.B.

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Nel Def il capitolo ricerca e università non riserva particolari sorprese ma diverse conferme. La più importante è quella sulle cifre dell’ormai prossimo Piano nazionale della ricerca (la settimana prossima dovrebbe essere finalmente, dopo tanti rinvii, quella del varo definitivo al Cipe). Il Pnr vale - ricorda il Def - 2,5 miliardi per il triennio 2015-2017 (e 4,7 miliardi per l'intero periodo 2015-2020). Tra le altre misure evocate dal documento programmatico del Governo ci sono le misure della legge di stabilità per il reclutamento dei mille ricercatori tra atenei ed enti di ricerca e le 500 cattedre del Fondo Natta. Infine c’è anche un accenno agli incentivi per convincere i migliori cervelli (in particolari i vincitori di borse Erc) a venire in Italia a fare ricerca.

Al via il Pnr 2015-2020
l l Def che tra le altre cose ricorda gli obiettivi Europa 2020 per la ricerca e l’università (spesa per R&S al 3% e portare al 40% i laureati nella popolazione trai 30 e i 34 anni) delinea i punti essenziali del Piano nazionale di ricerca 2015-2020 che attiva spese di ricerca pari a 2,5 miliardi per il triennio 2015-2017 (e 4,7 miliardi per l'intero periodo 2015-2020) in settori considerati strategici per il sistema della ricerca italiana. «Sono previste, inoltre, per lo stesso triennio 2015-2017 - avverte il Def - ulteriori risorse per un importo di 3,8 miliardi (9,4 miliardi per l'intero arco temporale 2015-2020), provenienti dai Programmi operativi regionali e dal Programma Quadro Horizon 2020». Il Pnr si basa su sei pilastri: internazionalizzazione, capitale umano, sostegno selettivo alle infrastrutture di ricerca, partnership pubblico-private, Mezzogiorno, efficienza e qualità della spesa (declinate in 12 aree di specializzazione). «Il programma prevede inoltre - avverte ancora il Def - l'attrazione di scienziati di eccellenza internazionale garantendo loro un alto grado di flessibilità in termini di organizzazione dell'attività di ricerca, nonché la possibilità di ricevere matching funds su programmi di ricerca d'eccellenza già esistenti».

Le misure per l’università
Per quanto riguarda l’educazione universitaria, il Def ricorda come sia stato varato un piano straordinario per il reclutamento di mille ricercatori, di cui 861 destinati all’università (i fondi sono stati stanziati dall’ultima legge di stabilità). Il piano consentirà, entro il 2016, di portare il numero di ricercatori di tipo b (tenure track), in servizio presso le università statali, dagli attuali 700 a più di 1.500. «Si tratta - ricorda il Def - di ricercatori che le università potranno poi confermare come professori associati dopo il contratto triennale qualora risultino in possesso dell’abilitazione scientifica e abbiano ricevuto una valutazione positiva da parte dei loro atenei». Tra l’altro il Governo proprio sul fronte dei ricercatori starebbe pensando anche a una riforma dell’accesso al ruolo con un solo unico percorso (eliminando insomma la figura dei ricercatori di tipo a). «A questo piano - avverte infine il Def - si aggiungono le risorse stanziate per le 500 cattedre del merito intitolate a Giulio Natta, un programma di reclutamento straordinario di professori di prima e seconda fascia improntato a criteri di eccellenza sulla base di standard internazionali e caratterizzato da compensi e fondi di ricerca competitivi e dalla mobilità dei vincitori tra tutti gli atenei italiani disposti ad accoglierli».


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