Studenti e ricercatori

Almalaurea: subito occupati e con stipendi più alti della media

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Chi sono e come si sono comportati in aula durante gli studi universitari e dove lavorano esattamente i futuri infermieri? I dati Almalaurea scattano la fotografia degli infermieri e ostetriche: dalle loro caratteristiche formative fino all'appeal riscosso sul mercato del lavoro.

In aula
I dati riguardano i laureati di primo livello del 2009 che a cinque anni dalla conquista del titolo lavorano in ambito sanitario come infermieri e ostetriche. Giovani che hanno conseguito nella maggioranza dei casi una laurea iscrivendosi a un percorso di studi del gruppo Medico. Si tratta di laureati che lavorano in misura maggiore al Nord (61% contro il 59% del complesso), provengono da contesti famigliari dove il titolo di laurea è meno frequente della media (12 su cento hanno almeno un genitore laureato; è il 15% per il complesso), e hanno alle spalle uno status socio economico meno elevato (9 su cento contro il 14%). E all’università come se la cavano? Conquistano il titolo a un’età media di 27 anni (è 27,6 per il complesso dei laureati di primo livello); e nel 93% dei casi al più chiudono i libri entro un anno fuori corso (è il 68% per il complesso). Il voto medio di laurea è più alto della media (102,1 contro 101,6) e nel loro curriculum sono presenti un gran numero di esperienze di stage e tirocini compiuti durante gli studi (76,5% contro 71% della media), mentre le esperienze internazionali sono nettamente meno frequenti (3% contro l8%).
E se chiedi cosa pensano del percorso universitario concluso, lo promuovono eccome: potendo tornare ai tempi dell'iscrizione, infatti, il 72% dei laureati sceglierebbe lo stesso corso e lo stesso ateneo.

Le performance sul mercato del lavoro
Per i laureati delle professioni sanitarie, infermieristiche e ostetriche, il lavoro arriva in fretta. La prima occupazione, sebbene nella stragrande maggioranza dei casi abbiano iniziato a lavorare solo una volta conseguito il titolo triennale (76%), è infatti raggiunta a 3 mesi dalla laurea (è 4,7 mesi per il complesso). Inoltre, più della metà di loro (54%) prima di entrare nel mercato del lavoro è impegnato in un’attività di formazione post laurea, in particolare: master universitario di I livello (25%), corsi di formazione professionale (21%), ma anche stage in azienda (14%) e collaborazioni volontarie (11%) tutte propedeutiche allo svolgimento della professione. Ma quando arrivano sul mercato del lavoro come se la cavano? Possono contare su un'ottima stabilità: 84% contro il 74% della media, in particolare con contratti a tempo indeterminato (79% contro il 60%) e su un ottimo guadagno che supera di gran lunga quello della media: 1.500 euro netti mensili contro i 1.341 euro del complesso. I loro settori di punta, com’era naturale attendersi, sono nella stragrande maggioranza dei casi nel pubblico (69% contro il 35% della media), in particolare sono impegnati nel ramo della sanità (94%). Ma quello che fanno è quello per cui hanno studiato? Per 96 professionisti sanitari, infermieri e ostetriche, su cento la laurea è utile per lavorare (è il 65% per il complesso), non a caso utilizzano in modo elevato le competenze apprese con la laurea (82% contro il 53% del complesso).


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