Studenti e ricercatori

Classifica Times delle «giovani» università: sei italiane tra le prime 150, in vetta la Sant’Anna di Pisa

di Alessia Tripodi

S
2
4Contenuto esclusivo S24

Non passa ormai quasi più un giorno senza una nuova classifica delle università. E oggi è la volta del nuovo ranking dei primi 150 «giovani» atenei del mondo - quelli, cioè, fondati negli ultimi cinquant'anni - tra i quali ci sono sei italiani, prima fra tutte la Scuola Sant'Anna di Pisa, che conquista la posizione più alta, piazzandosi al decimo posto. Il ranking degli «emergenti» mette sotto la lente le accademie di 39 Paesi del mondo, utilizzando gli stessi indicatori della classifica «tradizionale» del Times, ovvero 13 indici che misurano la qualità della ricerca, della didattica, del trasferimento tecnologico e dell'internazionalizzazione.

Le italiane al top
Dopo la Scuola Sant'Anna, tra le italiane seguono le università di Milano-Bicocca (51esima), quella di Verona (66esima), Roma Tre (72esima), Roma Tor Vergata (81esima) e Brescia (86esima).
«I sei atenei in classifica sono un ottimo risultato per l'Italia - commenta Phil Baty, direttore di Times Higher Education, il quale spiega che «pur vantando alcune tra le università più antiche al mondo, come quella di Bologna, fondata nel 1088, e quella di Pavia, risalente al 1361, l'Italia è riuscita comunque ad affermarsi con diverse istituzioni giovani, dinamiche e competitive sulla scena mondiale, soprattutto grazie alle performance dei centri di ricerca». Un risultato «che fa intravedere - aggiunge Baty - una sempre maggiore influenza degli atenei italiani nelle classifiche che verranno».
Non sono mancate le dichiarazioni dei rettori delle università «premiate» dal Times, prima fa tutte la Sant'Anna di Pisa: «Questi risultati - ha detto il rettore Pierdomenico Perata - dimostra come il sistema universitario, nonostante le difficoltà, sia in grado di far crescere realtà giovani e dinamiche, che molto possono fare per la crescita e lo sviluppo del Paese».
Ottime performance anche per l'ateneo di Brescia, che, oltre al buon piazzamento a livello mondiale, risulta terzo in Italia per livello di influenza della ricerca dopo la Sant'Anna e l'università di Verona. «Si tratta di un indicatore molto importante - dice il rettore di Brescia, Sergio Pecorelli - che, considerando il numero di volte in cui i lavori pubblicati da un'ateneo sono stati citati dagli studiosi a livello mondiale, dà conto del ruolo di primo piano che la nostra università riveste nella diffusione delle nuove conoscenze».

Il ranking mondiale
Per quel che riguarda la classifica generale, in vetta troviamo il Politecnico Federale di Losanna, seguito al secondo posto dalla Nanyang Technological University di Singapore, dall'università della Scienza e della Tecnologia di Hong Kong, da quella di Maastricht in Olanda,dalle coreane Pohang e Korea Advanced Institute of Science and Technology, dagli atenei tedeschi di Costanza e Karlsruhe e dall'accademia Pierre e Marie Curie in Francia.
Al di là delle ottime performance dei nuovi atenei in Asia e Australia, sottolinea il Times, l'Europa si difende molto bene, conquistando ben sei posizioni tra le prime dieci.


© RIPRODUZIONE RISERVATA