Studenti e ricercatori

Il ministro Giannini firma il decreto che stabilizza il Gran Sasso Science Institute

di Marzio Bartoloni

S
2
4Contenuto esclusivo S24

Da scuola sperimentale nata più di tre anni fa a scuola di dottorato internazionale con tutti i crismi. Dopo i fondi necessari per il suo funzionamento - 3 milioni a decorrere da quest’anno stanziati dal governo in un recentissimodecreto legge - arriva subito la cornice giuridica che istituisce il Gssi (Gran Sasso Science Institute) come «Istituto - si legge nel primo articolo dei tre che compongono il testo del decreto appena firmato dal ministro Giannini - di istruzione universitaria di alta formazione dottorale a ordinamento speciale». Per la scuola di alta formazione il decreto ministeriale è il suggello definitivo che dà stabilità a un centro di eccellenza voluto fortemente dall’ex ministro Fabrizio Barca nel 2012.

L’istituzione della Scuola
La Scuola di dottorato con sede all’Aquila sfrutta un giacimento della ricerca che ci invidiano in tutto il mondo: i laboratori dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare costruiti nelle viscere del Gran Sasso che ospitano scienziati che provengono da 29 Paesi. Con il decreto firmato dal ministro lo scorso 31 marzo e inviato alla Corte dei conti si prevede la sua istituzione «mediante scorporo dall’Istituto nazionale di fisica nucleare». «La Scuola - si legge ancora nel decreto - ha l’obiettivo di attrarre competenze specialistiche di alto livello nel campo delle scienze di base e dell’intermediazione tra ricerca e impresa (fisica, matematica e informatica, gestione dell’innovazione e dello sviluppo territoriale), attraverso attività didattica e di ricerca post lauream, e di formare ricercatori altamente qualificati». Da qui l’attivazione di corsi di dottorato «con particolare riguardo alla dimensione internazionale e al rapporto con le imprese ad alto contenuto scientifico e tecnologico».

L’accreditamento
Per quanto riguarda l’accreditamento dei corsi (iniziale e priodico) il decreto prevede che la Scuola predisponga «in tempo utile per l’avvio dei corsi di dottorato, un piano di raggiungimento dei requisiti» previsti dal decreto 429 del 2013 «da realizzare entro il 31 dicembre 2020». Piano che sarà verificato annualmente dall’Anvur. L’articolo 3 prevede anche che la Scuola provveda «ad attivare autonomamente un numero di corsi di dottorato, non superiore a quelli precedentemente accreditati presso le istituzioni universitarie coinvolte (Sissa di Trieste, Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, Imt di Lucca) nel triennio di sperimentazione». Infine fino al raggiungimento degli obiettivi del piano per ottenere l’accreditamento «i collegi dei docenti possono essere composti anche in misura maggioritaria da docenti di altre istituzioni universitarie ed enti di ricerca sulla base di apposite convenzioni».


© RIPRODUZIONE RISERVATA