Studenti e ricercatori

Dal controllo alimentare all’energia fino al restauro: le nuove opportunità per i chimici

di Benedetta Pacelli

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Dalla chimica forense a quella ambientale, dal controllo degli alimenti fino all'energia, passando per il restauro. Accanto ai tradizionali campi di applicazione nell'industria il laureato in chimica può avere davanti a sé un grande ventaglio di opportunità lavorative, anche come libero professionista.

Il settore di punta
Resta certamente l’industria uno dei settori privilegiati per il laureato in chimica-farmaceutica, dai grandi poli di chimica di base articolati sul tutto il territorio nazionale alle piccole e medie imprese rivolte alle diverse specialità e alla chimica ausiliaristica, che serve, cioè, gli altri settori industriali (detergenti, cosmetici, farmaceutica, destinati ai consumatori finali).
La chimica, si legge nell’ultimo rapporto sul settore realizzato da Federchimica, si caratterizza per una forte e crescente attivazione di occupazione indiretta spesso anch’essa altamente qualificata: si stima che a ogni addetto chimico corrispondano più di 2,5 posti di lavoro attivati negli altri comparti per un totale di oltre 350 mila posti di lavoro collegati.
In Italia la chimica realizza un valore della produzione pari a 52 miliardi di euro (anno 2014) confermandosi il terzo produttore europeo, dopo Germania e Francia, e il decimo a livello mondiale. Il settore impiega oltre 109mila addetti altamente qualificati. Rispetto alla media dell’industria manifatturiera italiana, infatti, la quota di laureati (19%) è più che doppia e, grazie a livelli di qualificazione professionale e produttività più elevati, le retribuzioni risultano superiori di oltre il 25 per cento.

Il futuro
La strada della libera professione invece resta una scelta secondaria (sono circa 10 mila gli iscritti all’albo) per i laureati in questo gruppo disciplinare. Ma, invece, potrebbe riservare diversi spazi di occupazione. Tante infatti sono le richieste da parte dei “clienti” della chimica, cioè da tutti i settori industriali che vogliono migliorare l'utilizzo, la gestione e la resa dei loro prodotti. L’agricoltura, l’ambiente, il tessile e l’abbigliamento, l’alimentare, i prodotti per l’edilizia, quelli per la casa e la persona e l’industria automobilistica, fino ad arrivare a quelli più innovativi della ricerca, quali le bio e nanotecnologie
C’è poi un settore fino a qualche tempo fa sconosciuto per i professionisti, quello della chimica forense, applicata cioè alle investigazioni con indagini condotte nei laboratori delle forze dell’ordine. Ampi spazi rappresenta, poi, il settore della tutela ambientale con tutto il lavoro di consulenza per le imprese mirata a una corretta gestione delle emissioni. Basti pensare anche solo al problema delle polveri sottili per gli impianti di combustione, oppure il tema dello smaltimento dei rifiuti senza ricadute sull’ambiente.
Nell’ambito della tutela dell’ambiente un grande ruolo lo gioca anche il settore energetico, nel quale il chimico è ancora una volta determinante: le ricerche e la successiva realizzazione e gestione di impianti che producono energia, da biomasse e da rifiuti in particolare, hanno bisogno dell’intervento del chimico, perché la trasformazione viene detta bio, ma necessita comunque della chimica.
Tra i settori innovativi della professione, poi, non si può dimenticare del controllo degli alimenti il chimico, la ricerca anti-doping, nell’ambito della quale alcuni grandi risultati sono stati conseguiti proprio dai chimici. Ma i chimici sono impegnati anche in ambiti meno scontati: un’attività in forte espansione, specialmente in Italia dove il patrimonio artistico è immenso, è quella del restauro e della conservazione dei beni culturali, e i chimici svolgono in questo settore un ruolo fondamentale.


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