Studenti e ricercatori

La Statale di Milano cambia idea: attivato il corso di medicina in lingua inglese

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Non si ferma l'International Medical School dell’università Statale di Milano. Il Cda ha deciso ieri che sarà attivato anche nel prossimo anno accademico il corso di laurea in Medicina in lingua inglese che in un primo momento aveva deciso invece di non attivare per protestare contro la decisione del Miur di fissare il test di ammissione in settembre, invece che in aprile come nei due anni precedenti. Nei giorni scorsi anche il Senato accademico si era espresso a favore del suo mantenimento.

La vicenda
Tutto ha inizio a febbraio, quando l’ateneo di via Festa del Perdono aveva annunciato la decisione del Cda di non attivare la Medical School nel prossimo anno accademico, fermo restando il completamento dei cicli già partiti. «Oltre a non garantire efficacia a una selezione che dovrebbe guardare principalmente al contesto internazionale, e dunque svolgersi in periodo analogo rispetto alle corrispondenti procedure avviate nel resto d'Europa e del mondo - spiegava infatti la Statale - la data incide negativamente anche sulla corretta organizzazione della didattica, tenuto conto che tra scorrimenti e recuperi la graduatoria si stabilizzerebbe solo a gennaio 2017, a lezioni già iniziate da tempo». Il timore dell'ateneo era che, per quella data, le migliori aspiranti matricole avrebbero già tentato il test in altre università europee. All'annuncio era seguita una lettera indirizzata alla ministra Stefania Giannini, firmata da circa 200 studenti della Medical School, in cui si chiedeva di «considerare la possibilità di prevedere una data aggiuntiva per l’Imat (International Medical Admission Test), magari in aprile, oppure di aiutarci a trovare un’altra soluzione in modo che il nostro ateneo, attraverso il Corso internazionale di Medicina, possa continuare a formare futuri medici che, partendo da esperienze e Paesi differenti, possano costituire anche una risorsa importante per il futuro dell'Italia». Un appello caduto nel vuoto.

La scelta dell’ateneo milanese
È di ieri la notizia del dietrofront. Che una nota della Statale motiva così: «La decisione è stata presa da entrambi gli organi accademici, aderendo agli appelli degli studenti e alla disponibilità ed entusiasmo del corpo docente per la riconosciuta elevata qualità del corso». Ma, si legge, «la decisione non cambia in nulla la sostanza delle critiche avanzate rispetto alla scelta di una data che non garantisce un livello di selezione adeguato agli standard internazionali, che non incontra le legittime esigenze di programmazione degli studenti e che crea gravi problemi anche all'organizzazione della didattica. Oltre a determinare - conclude l'ateneo - evidenti e incomprensibili disparità di condizione rispetto alle università private».


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