Studenti e ricercatori

Il Miur adegua la tassa minima di iscrizione all’università: superata la soglia dei 200 euro

di Mar.B.

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Il Miur come di consuetudine, con un decreto appena pubblicato , ha adeguato all'inflazione la «tassa minima di iscrizione» uguale per tutta Italia che per il prossimo anno accademico 2016-2017 sfonda il tetto dei 200 euro - per l’esattezza sarà 201,58 - dai 199,58 dell’anno prima. Una formalità, quella del ministero, che ritocca in su quella che ormai è solo la punta d’iceberg delle tante voci che compongono le sempre più pesanti tasse universitarie. Nel prossimo anno accademico ci sarà anche la novità delle nuove soglie Isee e Ispe appena aggiornate e alzate dal Miur che dovrebbero far crescere il numero degli esenti dalle tasse visto che sono state portate rispettivamente a 23mila e a 50mila euro (da 21mila e da 35mila).

Negli atenei alle prese con tagli al finanziamento che si prolungano da anni è ormai prassi aggiungere più di una voce nella categoria tasse universitarie. Che oltre a quella minima di iscrizione (201 euro appunto) aggiunge la tassa regionale per il diritto allo studio universitario (circa 140 euro) , l'imposta di bollo (16 euro), altri oneri per determinati corsi di studio (tipo medicina), quote Cus (centri universitari sportivi), eventuali costi della modulistica, ecc. E infine dulcis in fundo la fetta più grande: il contributo universitario che varia secondo la condizione economica e che l’anno scorso variava - secondo uno degli ultimi monitoraggi - da un minimo di 530 euro in media fino a 2250mila euro (sempre in media). Ora che si conosce la prima voce delle tasse - quella di iscrizione - comincia ufficialmente la “corsa” degli atenei al calcolo del contributo da far pagare agli studenti.


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