Studenti e ricercatori

Spunta una nuova proroga per la Vqr: per gli atenei “ritardatari” c’è tempo fino a metà aprile

di Mar.B.

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Non c’è pace sotto il cielo della Vqr. Per il nuovo round della valutazione della qualità della ricerca 2011-2014 negli atenei spunta a sorpresa una nuova finestra per inviare i prodotti della ricerca da parte degli atenei che ancora non l’hanno fatto. Atenei dove verosimilmente la protesta per bloccare la macchina messa in moto dall’Anvur ha avuto più successo. Si tratta della quarta proroga dalla scadenza originaria prevista per il 31 gennaio 2016. L’ultima scadenza per inviare i prodotti della ricerca da valutare - che sembrava quella definitiva - era stata fissata per il 14 marzo scorso.

« Accogliendo la richiesta dei Rettori di alcune università, l’Anvur - avverte una nota diffusa ieri sera dall’Agenzia per la valutazione della ricerca - consentirà agli atenei che vorranno farlo di conferire i prodotti ancora mancanti da lunedì 4 aprile a venerdì 15 aprile 2016». «Tale possibilità - continua il comunicato - potrà essere utilizzata esclusivamente per il conferimento di nuovi prodotti per soggetti già accreditati, e non per modificare quelli già conferiti. Ciò al fine di rendere i risultati della Vqr 2011-2014 più rappresentativi per tutte le università». «Si ribadisce a tale proposito - conclude la nota - che la valutazione Vqr ha unicamente l'obiettivo di valutare la qualità della ricerca delle Istituzioni e delle loro articolazioni interne, e non si prefigge in alcun modo di valutare i singoli addetti alla ricerca». Per Jacopo Dionisio, coordinatore dell’Unione degli universitari si riconosce di fatto «la vittoria della protesta contro la Vqr». «La decisione di riaprire i termini di presentazione, che, come comunica l’Anvur, è dovuta alla richiesta di alcuni Rettori, si rende necessaria - aggiunge l’Udu - a causa della non rappresentatività dei prodotti consegnati: dichiarazione che, di fatto, dimostra l'impatto sostanziale della protesta #stopvqr». Insomma per Dionisio è «un duro colpo alla credibilità della Vqr stessa». E da qui bisogna ripartire per continuare a denunciare «il sottofinanziamento del sistema universitario».


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