Studenti e ricercatori

Borse di studio: con nuova soglia Isee “recuperati” il 16% degli esclusi. Gli studenti: «Non ci fermiamo qui»

di Marzio Bartoloni

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Con il via libera aldecreto con le nuove soglie Isee e Ispe per il prossimo anno accademico - quelle massime sono state portate rispettivamente a 23mila e 50mila euro - arrivano anche le prime stime “ufficiali” sul possibile recupero degli studenti che quest’anno sono stati di fatto esclusi dalla borsa di studio a causa delle nuove modalità di calcolo. Secondo il Miur il recupero riguarderà il 16% degli esclusi, contro il 21% denunciato dagli studenti. Che ieri hanno rilanciato con tre richieste precise: l’emanazione dei bandi regionali il prima possibile, l’aumento delle soglie in tutte le regioni e l’istituzione della borsa servizi sul modello toscano.

L’impatto delle nuove soglie
In un documento diffuso dagli studenti e messo a punto proprio dai tecnici del Miur in vista del decreto poi firmato dal ministro Giannini con i parametri economici per accedere alle prestazioni per il diritto allo studio vengono infatti elaborate alcune simulazioni in base ai dati forniti dal ministero del Lavoro sull’impatto che avrebbe sulla platea dei beneficari un possibile rialzo dei due indicatori. Tra queste ipotesi c’è anche quella poi effettivamente scelta per il decreto poi varato dal Miur - e cioè Isee a 23mila euro e Ispe a 50mila - che prevede un aumento degli idonei del 16%, un target giudicato adeguato per il ministero dell’Istruzione da «ciò che è emerso dall'analisi compiuta a livello centrale - si legge nel documento del Miur - è che circa 1/4 della riduzione della platea è con ogni probabilità dovuta all’emersione di valori precedentemente non dichiarati». Insomma tra gli esclusi di quest’anno ci sarebbero anche studenti di famiglie che non avevano dichiarato correttamente tutti i redditi e il patrimonio. «Per recuperare il 20% degli studenti esclusi, la soglia Isee dovrebbe essere di 24.000 euro e quella Ispe di oltre 50.000 euro», avverte ancora il documento ricordando anche che gli studenti avevano indicato una percentuale del 21% di esclusi dalla borsa. «Tuttavia - aggiunge ancora il documento - non si può non tenere in considerazione il fatto, illustrato nella stessa indagine del ministero del Lavoro - che circa il 40% delle esclusioni è dovuta all'emersione di valori patrimoniali prima non dichiarati».

Gli studenti continuano il pressing
Emanazione dei bandi regionali il prima possibile; aumento delle soglie in tutte le regioni; istituzione della borsa servizi sul modello toscano come strumento cuscinetto per chi sfora di poco le soglie Isee e Ispe. Queste le richieste avanzate ieri da Link-coordinamento universitario alla luce dell’emanazione del decreto di aggiornamento delle soglie Isee e Ispe, giudicato «un grande passo in avanti» dal portavoce Alberto Campailla. Che però avverte: «La strada da fare è ancora molta». «L’accoglimento delle richieste degli studenti è avvenuto solo in parte poiché il parametro Ispe, che noi volevamo eliminare - spiega - resta ancora e, nonostante i proclami del Miur, questo impedisce il recupero totale della platea degli idonei». Come dimostrano le elaborazioni proprio del Miur «circa il 5% degli studenti è ancora escluso dalla borsa». «Questo decreto ha un’ulteriore pecca - continua Campailla - cioè non sono aggiornate le soglie minime di Isee e Ispe». «Questo implica la possibilità ma non l’obbligo per le regioni di aumentare le soglie e rischia di tradursi, nelle regioni che investono meno nel diritto allo studio, di una nuova discriminazione». Secondo Link in ogni caso le richieste avanzate dagli studenti «sono di difficile attuazione se non esiste un impegno del Miur rispetto ai finanziamenti». «Da un lato i 50 milioni in legge di stabilità non sono sufficienti a coprire eventuali nuovi idonei, dall'altro stiamo assistendo - osserva Campailla - a un ritardo vergognoso nell' erogazione del Fondo Integrativo Statale per le borse di studio. L' iter per l' erogazione del fondo, che nel 2014 si era concluso a novembre, per il 2015 è ancora fermo e questo implica un ritardo nell' erogazione del fondo alle regioni che si risolverà in un posticipo del pagamento delle borse agli studenti».


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