Studenti e ricercatori

L’università di Parma chiama le aziende e trasforma il campus in un parco scientifico per l’innovazione

di Mar.B.

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Da campus universitario a «parco scientifico tecnologico» con al centro il Tecnopolo che sarà pronto a inizio estate. E più avanti la trasformazione, «già progettata, pianificata e sostenibile» del comparto in un «quartiere urbano modello» dedicato all'innovazione. Così secondo il rettore dell’ateneo di Parma Loris Borghi, cambierà nei prossimi anni il volto del complesso universitario di via Langhirano. Una sfida che, di fatto, rappresenta il primo banco di prova per gli imprenditori del territorio per il rilancio dello sviluppo economico della città ducale.

Il bando per le aziende
Nell’ambito del progetto dei «Poli dell’innovazione» presentato ieri mattina, l’università di Parma lancia un bando per sondare la disponibilità delle imprese a trasferirsi nell’area di 77.000 metri quadrati del campus, per lavorare fianco a fianco con i ricercatori dei dipartimenti in campo alimentare, biotecnologico e farmaceutico. Le realtà potenzialmente interessate possono presentare domanda entro il 20 giugno prossimo. Di queste 35 saranno ospitate nel campus vero e proprio, mentre otto troveranno casa nel plesso ospedaliero. «La cosa che facciamo oggi è la trasformazione del campus universitario in un vero e proprio parco scientifico tecnologico», spiega il rettore Loris Borghi. «Infatti parte il bando per le aziende che noi sceglieremo tra quelle con un elevato know how teconlogico, con cui vogliamo creare un ponte attraverso i ricercatori dell'università e quelli di queste aziende». Un percorso molto concreto, aggiunge il rettore, al punto che «già tre aziende hanno chiesto, prima ancora della pubblicazione del bando, di poter entrare nel campus».

Gli altri investimenti
A fare un passo avanti verso il tecno-campus sono stati finora il gruppo Ambarella, Elettric 80 e Hi-Food. Per loro, ecco tre laboratori temporanei. Le altre aziende invece dovrebbero insediarsi entro il 2017. Con un secondo bando si individuerà un concessionario che adeguerà le strutture messe a disposizione dall’ateneo alle esigenze produttive delle imprese, gestendo gli spazi per circa 30 anni. «Ma non ci fermiamo qui», prosegue Borghi. Dopo aver ricordato che sul campus sono piovuti in due anni investimenti infrastrutturali per circa 20 milioni, il rettore spiega: «Quest’area diventerà un quartiere urbano modello in cui ci saranno degli abitanti un po’ particolari. Saranno circa 1.800-2.000 persone tra docenti e ricercatori che sperimenteranno per primi i risultati delle loro ricerche». Scenario supportato dal Comune di Parma che in questi giorni ha modificato le previsioni urbanistiche dell'area. Il prorettore con delega all'edilizia Carlo Quintelli sottolinea che «lo sviluppo avverrà con un consumo di suolo inferiore del 40% rispetto alle previsioni iniziali».


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