Studenti e ricercatori

Studenti preoccupati per l’emorragia di immatricolati al Sud

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Le associazioni studentesche frenano l’entusiasmo del Miur sulla crescita delle matricole : «Le immatricolazioni negli ultimi anni sono infatti bloccate intorno a quota 270.000, cifra non paragonabile con i 338.000 immatricolati del 2003 o i 295.500 immatricolati del 2008
In particolare - nel 2012 le immatricolazioni sono state 267.177, nel 2013 in crescita a 269.081, nel 2014 in calo a 265.565 e ora tornano a 271.119». Sottolineando come in realtà al Sud prosegua l’emorragia di iscritti.

L’affondo
«Ci chiediamo come faccia il ministero a gioire per qualche migliaia di immatricolazione in più mentre l'Italia rimane fanalino di coda in Ue come numero di laureati, nel 2014 tra la popolazione giovane i laureati erano il 23,9% contro una media Ue del 37,9%» dichiara Alberto Campailla, Portavoce di Link-Coordinamento Universitario, che prosegue: «Altro dato allarmante è quello inerente il mezzogiorno. Il calo del 2,1% di immatricolazioni qui si somma al crollo avvenuto negli ultimi anni. Il meridione se fosse uno Stato a sé stante avrebbe una percentuale di laureati non solo inferiore a tutti gli Stati Ue ma inferiore anche a quella di Paesi in via di sviluppo come la Turchia».

Le borse di studio
Secondo gli studenti le politiche del governo Renzi hanno solo «contribuito a rendere l’università italiana sempre più elitaria. I corsi a numero programmato - spiega Campailla - sono passati dal 55% del 2014 al 61% del 2015, il diritto allo studio non viene garantito e il nuovo Isee ha solo aggravato una situazione già compromessa, il sistema di distribuzione delle risorse sulla base di meccanismi premio-punitivi ha danneggiato le università che si trovano in contesti più difficili come il mezzogiorno del nostro Paese dove alcuni atenei rischiano la chiusura».


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