Studenti e ricercatori

Quasi un anno di attesa per la prima occupazione

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Chi sono e come si sono comportati in aula durante gli studi universitari gli aspiranti commercialistu? E dove lavorano esattamente? Gli ultimi dati disponibili di Almalaurea scattano la fotografia dei commercialisti ed esperti in contabilità: dalle loro caratteristiche formative fino all’appeal riscosso sul mercato del lavoro.

Le performance in aula
I futuri commercialisti hanno conseguito nella totalità dei casi una laurea magistrale biennale iscrivendosi a un percorso di studi del gruppo disciplinare Economico-statistico (93%). A seguire questa strada sono prevalentemente gli uomini (rappresentano il 53% contro il 40% del complesso), che lavorano in larga parte al Nord (53% contro 48%), ma in misura maggiore alla media anche al Sud (26% contro il 21%). Si tratta di laureati con alle spalle contesti famigliari dove il titolo di laurea è frequente tanto quanto per la media dei loro colleghi (31 su cento hanno almeno un genitore laureato; è il 32% per il complesso) e con un buon status socio-economico (32 su cento, contro il 26% complessivo). Conquistano il titolo ad un’età media simile a quella dei loro colleghi di secondo livello: 27,1 anni (l'età media è di 27,2 anni) e nel 92% dei casi al più chiudono i libri entro un anno fuori corso (è l'83% per il complesso). Il voto medio di laurea è di poco inferiore a quanto registrato per il complesso dei laureati (106,3 contro 107,6) e nel loro curriculum non mancano stage e tirocini compiuti durante gli studi (49% contro 53% della media), e qualche esperienza internazionale (16% contro il 20%.) E se chiedi cosa pensano del percorso universitario concluso, lo promuovono: potendo tornare ai tempi dell'iscrizione, infatti, l'80% dei laureati sceglierebbe lo stesso corso e lo stesso ateneo.

I risultati sul mercato del lavoro
Nella quasi totalità dei casi per i commercialisti e altri esperti in contabilità l'ingresso nel mercato del lavoro arriva in tempi abbastanza lunghi: la prima occupazione, nonostante in molti abbiano iniziato a lavorare (62%) dopo il conseguimento della laurea, è raggiunta infatti in 9,7 mesi (è 7,1 per i colleghi). A pesare è il fatto che la stragrande maggioranza di loro (87%) prima di entrare nel mercato del lavoro si è impegnato in un’attività di formazione post laurea: soprattutto tirocini e praticantati (74%), ma anche stage in azienda (19%), collaborazioni volontarie (10%) o master non universitari (8%), fondamentali per l'avvio dell'attività libero professionale, intrapresa dal 64% dei laureati (è il 23% per il complesso). Non a caso su un totale stabile dell'89% (è il 70% della media) solo il 26% conti su un contratto a tempo indeterminato. E quando arrivano sul mercato del lavoro? A bene vedere i loro settori di punta sono quasi tutti nel campo del privato (97% contro il 73% della media), in particolare nel ramo delle consulenze amministrative e contabili (84%). E ad un lustro dal titolo portano a casa uno stipendio mensile netto superiore alla media: 1.497 euro contro i 1.336 euro del complesso. Non stupisce quindi che quello che fanno sia abbastanza attinente a quello che hanno studiato (il 62% usa molto le competenze acquisite all'università contro il 51% della media) e che siano soddisfatti del lavoro svolto. A tal punto che per l’84,5% dei commercialisti e altri esperti in contabilità il titolo è molto efficace per svolgere la professione.


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