Studenti e ricercatori

Italia 19esima al mondo per i finanziamenti dell’industria alla ricerca universitaria

di Giuliana Licini

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Germania al 'top' mondiale per i finanziamenti alle università per la ricerca da parte dall'industria. La classifica annuale del 'Times Higher Education' vede al primo posto assoluto la Ludwig Maximilians Universitat di Monaco di Baviera, che nel 2013 ha ricevuto fondi dal settore privato per 393 mila dollari per docente, più di ogni altro ateneo al mondo. Solo 19esima invece l’Italia su 30 Paesi esaminati dal Times.

In vetta
La Germania, con una media di quasi 200 mila dollari per ricercatore, si aggiudica anche il primato sui 30 Paesi della graduatoria, tenendo conto che sono prese in considerazione solo le prime cinque università per entità dei finanziamenti privati per ogni Paese. Sul podio si piazzano anche gli Usa (176 mila dollari per docente) e la Cina (172 mila), davanti a Corea, Olanda e Turchia. L’Italia è 19esima con 34.700 dollari per docente (quindi circa un sesto rispetto alla Germania) ed è dietro all’India, ma davanti a Finlandia e Regno Unito (28mila dollari). A fondo classifica Francia, Spagna, Grecia, Messico e Irlanda.

Le 20 università al top
Alle spalle della tedesca Lmu c'è la statunitense Duke con 290 mila dollari per docente, davanti al Korea Advanced Institute of Science and Technology con 254 mila. L’Europa domina con nove atenei su 20, seguita dall’Asia con sette e dall’America del Nord con due. La Cina è la nazione più rappresentata con 4 università, a cominciare dalla China University of Petroleum di Pechino, settima. Tra le europee ci sono anche l’Università di Friburgo (decima), la belga Ke Leuven (14esima), l’olandese Delft University of Technology, la Swedish University of Agricoltural Sciences e l'Università di Basilea (20esima). Due gli atenei turchi in classifica: la Anadolou University (quinta) e la Istanbul University (nona). In evidenza, all'ottavo posto, anche la Pontifical Catholic University di Rio de Janeiro. Nessun ateneo italiano figura, invece, tra i primi 20.

Il successo degli atenei Usa
Secondo Philip Altbach, direttore del Centre for International Higher Education del Boston College, la buona posizione degli Usa è legata ai forti legami con il settore industriale tipica delle università statunitensi. «Gli atenei fanno molta attenzione alla monetizzazione della proprietà intellettuale e incoraggiano i loro docenti in questo senso. In secondo luogo le università sono molto flessibili quando si tratta di realizzare laboratori o altre strutture che rendono possibile questo tipo di lavoro. Terzo, i docenti, soprattutto nelle università migliori, ragionano da imprenditori». La John Hopkins University (quarta assoluta della graduatoria), ad esempio, ha ricevuto 250mila dollari dalle imprese nel 2013 e si tratta per la maggior parte di società farmaceutiche che hanno finanziato la sua School of Medicine e la sua Bloomberg School of Public Health.


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