Studenti e ricercatori

Dai referendum ai pareri sui regolamenti didattici: così gli studenti vogliono dare più peso al Cnsu

di Marzio Bartoloni

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Sono passati quasi vent’anni dall’istituzione del Cnsu, l’organo consultivo del Miur che dovrebbe rappresentare e difendere i diritti degli studenti universitari a livello nazionale. Da quel decreto che ne ha segnato la nascita - (il Dpr 491/1997) - il Consiglio nazionale degli studenti universitari ha perso peso, è stato «snaturato», con il ministero che nel tempo ha deciso di ricorre ai pareri del Cnsu sempre più di rado. Da qui la richiesta degli stessi studenti che hanno approvato nei giorni scorsi all’unanimità - nell’ultima riunione del Consiglio - un documento sulla riforma dell’organo. Una proposta di autoriforma che riguarda aspetti sostanziali e che è stata inviata al ministro Giannini perché ne tenga conto per riformare al più presto il Dpr del 1997. Si va dalla richiesta di formalizzare le audizioni del Cnsu presso le commissioni parlamentari ogni volta che viene trattato un tema di carattere universitario alla possibilità di effettuare audizioni presso il Consiglio da parte di una delegazione rappresentativa di atenei, o di altri soggetti che vogliono sottoporre particolari temi al Cnsu. Altre novità sono la possibilità di indire referendum studenteschi, di esprimere pareri sulle Carte dei Diritti adottate dagli atenei, sui regolamenti didattici e sui regolamenti delle elezioni studentesche.

I motivi della riforma
«Una delle prime necessità è sicuramente quella di dare al Consiglio una maggiore forza istituzionale in un contesto politico molto complicato per le istituzioni politiche», avverte la proposta di riforma. «Nel corso degli anni abbiamo visto ad esempio una continua rivisitazione delle competenze del Cun, che ne ha ridotto di molto i poteri, la nascita dell’Anvur e l’avvicendarsi di ministri sempre più autoreferenziali all’interno del proprio Gabinetto», aggiunge il documento. Che punta il dito contro lo stesso Miur che ha «snaturato» il ruolo che si voleva assegnare al Cnsu, richiedendo solamente pareri relativi ad un paio di decreti all'anno. «Ad esempio - spiega ancora il documento - quello sul Fondo di finanziamento ordinario è l’unico parere che il Cnsu formula stabilmente ogni anno»».
L’altra lacuna è poi la «mancanza di una rappresentanza diretta verso la base elettorale del Consiglio, ovvero gli studenti universitari». A differenza del Cun che si esprime su punti nevralgici della vita accademica in maniera anche vincolante (ad esempio per i cambi di area didattica per i docenti universitari) «al Cnsu manca una simile responsabilità. L'Organo, così come è stato pensato nel Dpr del 1997, funge esclusivamente come strumento di consultazione per il Miur».

Le richieste
Tra le proposte avanzate dal Cnsu c’è la richiesta di poter indire referendum sia su provvedimenti di rilievo che su proposte di legge depositate in parlamento o elaborate dal Cnsu. Il documento avanza anche la proposta di poter esprimere pareri preventivi sui criteri costruiti dall’Anvur in materia di valutazione della didattica, o, ad esempio, sugli interventi legati ai questionari degli studenti. Sotto la lente dell’organo rappresentativo degli studenti dovrebbero finire anche i regolamenti didattici degli atenei: «In questo senso, si potrebbe prevedere la possibilità di fare osservazioni sui temi maggiormente collegati alla vita dello studente e alla regolamentazione della didattica (modalità d'esame, numero esami, presenza di laboratori e progetti, periodi all'estero, etc)». Tra le richieste c’è anche quella di dare un maggior peso ai pareri chiesti dal Miur sui provvedimenti più importanti: «Si potrebbe prevedere - questa la proposta - che vengano espressi preventivamente e successivamente rispetto all'approvazione degli atti in questione, oltre a richiedere una risposta formale e pubblica da parte del ministero». Infine, secondo il Cnsu, andrebbe istituito un evento periodico di presentazione del documento sulla condizione studentesca, anche alla presenza del ministro e del premier, oltre alla realizzazione di un report periodico sullo stato di salute della rappresentatività studentesca.

Udu: «Riforma Cnsu risultato fondamentale»
Ester Peruffo, capogruppo Unione degli universitari - Liste indipendenti in Cnsu segnala come la proposta di modifica, approvata all'unanimità, si basi «su un documento presentato in Consiglio dal nostro gruppo lo scorso novembre, integrato con altro materiale prodotto dal gruppo di lavoro sulla riforma dell’Organo. Non possiamo che essere enormemente soddisfatti di questo risultato, frutto di un lavoro ampio e articolato». Per Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale Udu «la riforma del Cnsu è un risultato fondamentale, anche perché era uno dei punti principali del nostro programma per le elezioni del 2013. A quasi vent'anni dalla sua istituzione, infatti, il Cnsu non è mai stato rivisto o aggiornato. L’esigenza di una riforma o di una modifica dell’organo nasce proprio dall’esperienza maturata in questi anni di rappresentanza, in particolare dal fatto che la nostra organizzazione ha partecipato ai lavori dell’organo fin dal primo mandato». «Ora ci batteremo affinché il Dpr che disciplina l’organo - conclude Dionisio - sia modificato per recepire tutti i cambiamenti contenuti nella proposta».


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