Studenti e ricercatori

Il costo dell’intera procedura scende a 3,5 milioni l’anno

di Eugenio Bruno

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La nuova modalità “a sportello” prevista per l’accesso alla carriera universitaria non produrrà maggiori costi. Anzi. La nuova abilitazione scientifica produrrà addirittura dei risparmi rispetto agli anni scorsi. Dai 5 milioni destinati agli atenei nel 2013 per la procedura nazionale si scenderà a 3,5. Un risparmio dovuto soprattutto alla cancellazione dell’esperto straniero e alla riduzione da 30 a 20 degli ordinari presenti nelle commissioni di ogni settore concorsuale. A confermarlo è la relazione tecnica allegata al regolamento che ha ottenuto ieri il via libera definitivo del Consiglio dei ministri.

I risparmi
Le nuove disposizioni non hanno inciso sulla regola secondo la quale per l'abilitazione alle funzioni di professore di prima e di seconda fascia è istituita, per ciascun settore concorsuale, una commissione di durata biennale i cui oneri di funzionamento sono a carico delle disponibilità di bilancio degli atenei. Laddove sono stati modificati sia il numero dei settori concorsuali (e dunque delle commissioni che dovranno essere nominate); sia la loro composizione delle stesse commissioni. Innanzitutto, non è più prevista la partecipazione di un commissario scelto all'interno di una lista di studiosi e di esperti in servizio presso università di un Paese aderente all’Ocse. Con un risparmio non di poco conto visto che ogni esperto straniero costava 8mila euro. Moltiplicandolo per le 184 commissioni esistenti l’esborso complessivo dovuto alla sua presenza era di 1,4 milioni. Contemporaneamente, la riforma dei settori concorsuali prevista dalla legge n. 114 del 2014 dispone che i settori concorsuali devono essere costituiti di almeno 20 (e non più 30) professori di prima fascia. Di c0nseguenza, le commissioni da costituire saranno all'incirca 200.

La nuova stima dei costi
La stessa relazione tecnica ricorda che le commissioni si avvarranno degli applicativi informatici messi a disposizione del Miur per accedere telematicamente alle candidature, ai titoli e alle pubblicazioni scientifiche e svolgere i lavori in teleconferenza e con aree di lavoro virtuali. Dall’altro, stima che le commissioni si riuniranno in presenza non più di cinque volte l’anno.Ipotizzando che, per ciascuna tornata, questi organismi si riuniscano cinque volte l’anno e quantificando in 3.500 euro per ciascun commissario il costo di viaggio e di vitto/alloggio, la relazione moltiplica tale importo per il numero complessivo di commissari: i cinque facenti parte di ciascuna commissione per duecento commissioni, per un totale di 1.000 commissari. Con un costo complessivo, per ciascun anno, stimato in 3,5 milioni di euro. Un onere che sarà a carico delle università dove si svolge la procedura e di cui si terrà conto in sede di ripartizione del “Fondo per il funzionamento ordinario” (Ffo).

Il confronto
Per arrivare a quantificare i risparmi attesi la relazione ricorda quanto sono costate le ultime due tornate. Nel 2013 la ripartizione del Ffo alle università per l'anno 2013 ha assegnato 5 milioni per gli oneri connessi al funzionamento delle commissioni per l'abilitazione scientifica nazionale; nel 2014 per la medesima finalità ne sono stati stanziati 4,5. A cui va aggiunto il contributo agli atenei non statali, pari a 450mila euro nel 2013 e 405mila nel 2014. Due cifre - conclude la relazione - ora destinate a scendere.


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