Studenti e ricercatori

La professione di farmacista riparte dal restyling del corso di laurea

di Benedetta Pacelli

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Il corso di laurea in farmacia cambia pelle. E già dal prossimo anno accademico 2016/17 potrebbe offrire alle aspiranti matricole un nuovo piano di studi adeguato alle recenti attribuzioni professionali con contestuale restyling dell'esame di stato. Dopo anni di dibattito, quindi, il testo di riforma elaborato dalla Conferenza dei direttori dei dipartimenti di farmacia delle università (ex-Conferenza dei presidi dei corsi di laurea), condiviso con le diverse società scientifiche ha preso forma, tanto da essere ormai sul tavolo della Federazione dei farmacisti.

Le novità
Il restyling parte da un principio chiave: la formazione del farmacista è affidata a norme obsolete che risalgono agli anni cinquanta e che non tengono conto dell’evoluzione della professione e del suo progressivo spostamento, come sostengono gli addetti ai lavori, verso gli aspetti più “medici”, a partire dai servizi e verso quel ruolo che il farmacista può avere nel seguire il paziente all'aderenza terapeutica alla prescrizione.Per questo come si legge nella bozza di documento preparato dalla Conferenza l’obiettivo è quello «di adottare, in tutte le sedi di atenei dove viene erogato una laurea in farmacia, un piano di studi al passo dei tempi, con una omogeneità di massima sia per quanto riguarda il numero e tipo di insegnamenti che per la denominazione degli stessi». Tra le novità principali vi è l'inserimento di materie nuove come la farmacovigilanza e la farmacoeconomia, è previsto una maggiore attenzione all’ambito alimentare e nutrizionale e inoltre una serie di temi legati alla presa in carico del paziente, dal monitoraggio all'aderenza prescrittiva. Il tutto naturalmente in chiave Ue, considerando che la professione farmacista fa parte di quelle cinque categorie per le quali è entrata in vigore la tessera professionale dal gennaio 2016. Ecco quindi che nel testo della riforma potranno comparire le attività che ogni stato dell'Unione europea deve garantire a chi si fregia del titolo di farmacista. Attività già elencate dalla direttiva qualifiche del 2005 (36) e poi nel suo restyling (55/13).

L’esame di stato
Naturalmente ad essere modificato sarà anche l'esame di stato ora articolato in quattro prove (una scritta, tre pratiche e una orale). Secondo la bozza di riforma si ipotizzerebbe un'unica prova scritta solo di argomento farmacologico data l'importanza che si darà a materie come la farmacovigilanza, la farmaco-epidemiologia, la farmaco-economia e la farmaco utilizzazione, poi ci sarà la prova pratica legata all'esecuzione di una formula magistrale e infine la legislazione farmaceutica viene confinata alla prova orale insieme alla disciplina riguardante la spedizione delle ricette. Attenzione poi, tra le altre, a materie come le prestazioni di primo e secondo livello sulla base di quanto previsto dalla normativa vigente, educazione sanitaria e nutrizionale e infine assistenza sanitaria di primo soccorso.
«Abbiamo scelto il metodo della condivisione e della consultazione dei docenti dei vari settori professionalizzanti organizzati attraverso le società scientifiche», ha spiegato Ettore Novellino, presidente della Conferenza, «chiedendo che si esprimano sul documento che abbiamo predisposto avanzandone eventuali osservazioni. L’obiettivo è creare un formazione adeguata alle nuove competenze». A questo punto il testo dovrà essere approvato dalla Fofi.


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