Studenti e ricercatori

La prima occupazione arriva dopo cinque mesi

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Chi è e come si è comportato in aula durante gli studi universitari? E dove lavora esattamente? I dati AlmaLaurea scattano la fotografia del farmacista: dalle sue caratteristiche formative fino all'appeal riscosso sul mercato del lavoro.

In aula
Sono 1.151 laureati di secondo livello del 2009 che a cinque anni dalla conquista del titolo lavorano come farmacisti. Giovani che hanno conseguito nella totalità dei casi una laurea magistrale a ciclo unico iscrivendosi a un percorso di studi afferente in particolare al gruppo Chimico-farmaceutico. A seguire questa strada sono prevalentemente le donne (rappresentano il 73% contro il 60% del complesso), che lavorano soprattutto al Sud dove si registrano percentuali di gran lunga superiori alla media (33,5% contro il 21%).
Si tratta di laureati che generalmente hanno alle spalle un contesto familiare elevato, sia dal punto di vista culturale (40 su cento hanno almeno un genitore in possesso del titolo di laurea; è il 32% per il complesso), che da quello socio-economico (33,5%, contro il 26% complessivo). E all’università come se la cavano? Conquistano il titolo abbastanza in fretta: a 26,4 anni (l’età media è di 27,2 anni per il complesso dei laureati di secondo livello), e nel 59% dei casi al più chiudono i libri entro un anno fuori corso (è l’83% per il complesso); il voto medio di laurea è inferiore alla media (100,5 contro 107,6). Ma nel loro curriculum stage e tirocini compiuti durante gli studi sono un elemento prioritario (87% contro il 53% della media), mentre le esperienze internazionali sono più limitate (5% contro il 20%).
E se chiedi cosa pensano del percorso universitario concluso, lo promuovono: potendo tornare ai tempi dell’iscrizione, infatti, il 74% dei laureati sceglierebbe lo stesso corso e lo stesso ateneo.

Il mercato del lavoro
Nella quasi totalità dei casi l’ingresso nel mercato del lavoro avviene in tempi abbastanza brevi: nonostante in molti abbiano iniziato a lavorare (79%) dopo il conseguimento della laurea, la prima occupazione arriva infatti entro i 4,7 mesi (è 7,1 per i colleghi). E questo sebbene più della metà dei farmacisti (55%) sia prima impegnata in un’attività di formazione post laurea: in particolare, tirocini e praticantati (26%) e stage in azienda (18%), importanti per l'avvio della loro attività professionale. E quando arrivano sul mercato del lavoro? Sono stabili nell’82% dei casi (contro il 70% della media), soprattutto con contratti a tempo indeterminato (71% contro il 46 del complesso). A bene vedere i loro settori di punta sono quasi tutti nel privato (93% contro il 73% della media), in particolare, e come ci si poteva attendere, nel ramo del commercio, ovvero le farmacie (87% contro il 9%). A un lustro dal titolo raggiungono guadagni in linea con la media: 1.320 euro netti mensili (contro i 1.336 euro del complesso) e fanno quello per cui hanno studiato (il 71% usa molto le competenze acquisite all’università contro il 51% della media). Non stupisce quindi, che siano molto soddisfatti del lavoro svolto, a tal punto che, per la totalità dei farmacisti il titolo è efficace per svolgere la professione.


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