Studenti e ricercatori

Allarme borse di studio, nuovo appello degli studenti: «Rivedere subito le soglie Isee»

di Marzio Bartoloni

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Dopo le Regioni e il ministero del Lavoro alla Camera - in commissione Cultura - sono attesi oggi gli studenti universitari. Sul tavolo la tagliola del nuovo Isee sulle borse di studio al centro di tre risoluzioni parlamentari (Ghizzoni, Vacca e Pannarale) il cui esame ha portato alle audizioni prima del rappresentante delle Regioni - l’assessore Monica Barni - e poi il rappresentante del ministero del Lavoro, Raffaele Tangorra che la scorsa settimana ha depositato unostudio sull’impatto del nuovo metodo di calcolo dell’indicatore sulla situazione economica. Oggi sarà audito il Consiglio nazionale degli studenti universitari che ribadirà la sua richiesta: rivedere le soglie Isee e Ispe per ampliare la platea dei beneficari delle borse di studio. Una modifica che potrebbe vedere la luce già nei prossimi giorni se il Miur ritoccherà - come annunciato durante la riunione dei giorni scorsi del tavolo tecnico sui Lep - le soglie entro il 28 febbraio, termine previsto per legge ogni anno per stabilire i requisiti economici di accesso alle prestazioni per il diritto allo studio.

Le richieste degli studenti
Nella loro audizione gli studenti chiederanno in particolare di innalzare la soglia dell’indice sul patrimonio (l’Ispe) fino a renderlo ininfluente per l’accesso ai benefici del diritto allo studio universitario, almeno raddoppiando i limiti minimi e massimi rispetto ai valori attuali (27.505,38 e 35.364,05 ). Così come le soglie Isee che secondo gli studenti devono essere alzate da quelle valide fino allo scorso anno (15.748,78 e 20.998,37) portandole almeno a 18mila euro (la minima) e a 23mila (la massima). «Oggi, come Cnsu, ribadiremo quello che chiediamo ormai da un anno, ovvero che si ridefiniscano le soglie Isee per l'accesso alle borse di studio», avverte Andrea Fiorini presidente del Consiglio nazionale degli studenti universitari. «Siamo soddisfatti che Miur e commissione della Camera discutano finalmente di questa tematica, accogliendo il confronto con le nostre posizioni - aggiunge Fiorini -, rimane però il fatto che per questo anno accademico le azioni “riparatorie” ai danni provocati dalle nuove modalità di calcolo sono state promosse esclusivamente dalle regioni, mentre è mancato un intervento del ministero, cosa che ha provocato ulteriori disparità territoriali». «Ora, è necessario - conclude Fiorini - che il Miur stabilisca nuove soglie, tali da ampliare l'attuale platea di beneficiari, riportandola almeno ad un numero di idonei pari a quello dell'anno accademico scorso».

Gli interventi regionali
Diverse regioni sono già intervenute sull’esclusione di migliaia di beneficiari, a causa del nuovo Isee, per questo anno accademico: il Piemonte ha innalzato le soglie Isee, la Toscana ha ampliato la fascia della borsa servizi, Lazio, Puglia, Emilia Romagna e Sardegna hanno emanato nuovi bandi negli ultimi mesi alzando l’Isee in alcuni casi fino a 24mila euro e nel caso della Sardegna eliminando l’Ispe. Valle d'Aosta e Umbria faranno a breve nuovi bandi. «Chiediamo che le rimanenti regioni facciano la propria parte ed emanino nuovi bandi per gli esclusi», avverte Alberto Campailla, portavoce di Link - Coordinamento Universitario . Che chiede anche al Miur di fare la proprio parte: «La soglia minima dell'Isee deve essere portata a 23mila e l’Ispe deve essere reso inifluente - conclude Campailla - il ministero è già in ritardo con l’emanazione del decreto di aggiornamento delle soglie che deve per legge essere emanato entro il 28 febbraio. Per questo abbiamo lanciato l'iniziativa #iltuoturno rivolta alla ministra Giannini».


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