Studenti e ricercatori

Al via il piano per l’assunzione di mille ricercatori di tipo b nelle università

di Marzio Bartoloni

Gli atenei aprono le porte a quasi mille ricercatori pronti poi a salire in cattedra come docenti. Dopo anni di ingressi con il contagocce arriva una piccola boccata d’ossigeno per la ricerca dentro le università: ieri il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha firmato il decreto che attua quanto promesso dalla legge di stabilità che ha stanziato 47 milioni quest’anno e 50,5 dal 2017 in poi. Fondi questi che serviranno per far assumere 861 ricercatori di «tipo b», quelli che con il codiddetto percorso «tenure track», dopo aver conseguito l’abilitazione, potranno accedere al primo gradino della docenza come professori associati.

Le assegnazioni
Oggi di questi ricercatori di «tipo b» previsti dalla riforma Gelmini - gli unici con una prospettiva di stabilizzazione - se ne contano circa 700, con i nuovi ingressi saliranno a oltre 1500. Gli 861 posti da ricercatore sono invece assegnati a 66 atenei in base alle performance nella ricerca (il criterio pesa il per il 75%) così come calcolate dalle ultime “pagelle” dell’Anvur e sulla qualità delle politiche di reclutamento (25%). A guidare la “classifica” di nuovi ingressi è l’Alma Mater di Bologna con 50 cervelli da assumere, seguita dalla Sapienza di Roma (47), da Padova (39), Milano (34) e Napoli Federico II (32). A ogni università viene in ogni caso garantita una base minima di 2 ricercatori. Le risorse assegnate e non utilizzate resteranno nella disponibilità dell’ateneo fino al 2016. Dal 2017 invece saranno riassegnate «per una somma equivalente al massimo a 1 posto di ricercatore» seguendo l’ordine progressivo fissato dalla tabella di assegnazione per ateneo allegata al decreto.

Giannini«Nuove energie», Manfredi (Crui): «Primo passo»
Abbiamo ricominciato ad investire nel nostro capitale umano», avverte il ministro Giannini che parla di «primo importante segnale» per portare «energie nuove nella ricerca universitaria». Un intervento che si unisce a tutte le altre misure della stabilità: dallo sblocco del turn over dei ricercatori di tipo «a» fino al piano per 500 cattedre di eccellenza (il fondo «Gulio Natta»). Anche il presidente della Crui, la Conferenza dei rettori, Gaetano Manfredi parla di «segnale positivo» e di «primo passo»: «Siamo grati al ministro Giannini per questo intervento e gli assicuriamo il nostro appoggio affinché  questo piano di reclutamento diventi stabile dal prossimo anno con l’assunzione di 2mila ricercatori per cinque anni, in modo così da recuperare la perdita degli ultimi anni di 10mila docenti e ricercatori».


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