Studenti e ricercatori

Entro 10 giorni nuove soglie Isee: l’obiettivo è superare 180mila borse di studio

di Marzio Bartoloni

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Il primo passo concreto per ridare ossigeno al diritto allo studio arriverà entro dieci giorni quando il Miur adotterà il nuovo decreto di aggiornamento delle soglie Isee e Ispe. L’intenzione è quella di alzare l’asticella massima del primo indicatore neutralizzando il secondo (quello sui patrimoni) per recuperare tutti gli esclusi dalle borse di studio di quest’anno a causa dell’effetto delle nuove modalità di calcolo proprio dell’Isee. Ma l’obiettivo di fondo, grazie anche ai 55 milioni in più dell’ultima legge di stabilità, è riuscire a superare nel prossimo anno accademico le 180mila borse effettive, senza più la “vergogna” tutta italiana degli idonei senza borsa, ben 38mila l’anno scorso. «Se tutti quanti faranno uno sforzo questo obiettivo è possibile», avverte Carmelo Ursino commissario di Laziodisu e vicepresidente nazionale di Andisu che lunedì ha partecipato al Miur al nuovo tavolo sui Lep e sull’emergenza Isee.

Obiettivo 180mila borse
Alla prima riunione di lunedì scorso al tavolo convocato dal Miur erano presenti Consiglio nazionale studenti universitari, l’Andisu in rappresentanza degli enti per il diritto allo studio, la Crui, le Regioni e il ministero del Lavoro. Il tavolo non si è concentrato ovviamente solo sulla riforma dei Lep (i livelli essenziali delle prestazioni per il diritto allo studio), ma ha affrontato innanzitutto l’emergenza Isee. E tutti hanno riconosciuto l’entità del problema, compreso il ministero che nei prossimi giorni procederà stabilendo l’importo delle soglie Isee e Ispe. I tempi sono stretti: entro il 28 febbraio il Miur per legge deve emanare il decreto di aggiornamento delle due soglie, come previsto dal Dpcm 9 aprile 2001, che stabilisce le linee guida in materia di diritto allo studio. Quest’anno i limiti massimi dell’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) per accedere alla borse di studio sono stati stabiliti tra i 15.748,78 ed i 20.998,37 euro. L’intenzione del Miur è di portare quest’ultimo valore «verso i 23mila euro». Mentre per quanto riguarda l’effetto dell’Ispe l’idea è quello di neutralizzarne l’effetto che ha proprio sull’Isee. Le nuove soglie saranno valide solo dal prossimo anno accademico. E grazie anche ai fondi in più stanziati dalla legge stabilità potrebbe arrivare finalmente un salto di qualità per il diritto allo studio: «Se si contano i 38mila idonei senza borsa dell’anno scorso servono 137 milioni in più: 55 milioni li ha messi il Governo - spiega Ursino - ora serve che tutti facciano uno sforzo in più per garantire i restanti 80 milioni, è un obiettivo possibile».

Gli esclusi di quest’anno
Per gli esclusi di quest’anno a causa dell’Isee non ci sarà comunque nessuna ciambella di salvataggio ad hoc, anche se diverse Regioni - anche per il pressing degli studenti - sono corse ai ripari con misure straordinarie per tamponare l’emergenza. Per Ursino comunque l’effetto dell’Isee non è così disastroso come denunciato dagli studenti: «Gli esclusi di quest’anno secondo le mie stime basate anche sui dati del Lazio non supereranno il 5-6 per cento». Di diverso avviso gli studenti: «I dati in nostro possesso, che oramai coprono quasi tutte le regioni - aggiunge Alberto Campailla, portavoce di Link - confermano la gravità del problema. Su media nazionale infatti oltre il 20% degli studenti ha perso la borsa di studio nell’ultimo anno accademico, con una punta del 40% in Sicilia». Campailla riconosce comunque che ci sono finalmente delle «aperture», ma non basta:«Le nostre rivendicazioni - continua Link - sono chiare: l’abolizione del parametro Ispe e l’incremento della soglia Isee minima a 23000. Il valore deve infatti essere tale da consentire alla platea di idonei di raggiungere e superare i valori precedenti all'introduzione del nuovo parametro. L’attuale sistema di diritto allo Studio è residuale e include meno del 10% degli studenti universitari. Per questo il 27 febbraio presenteremo a Roma una Legge di Iniziativa Popolare sul diritto allo studio».


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