Studenti e ricercatori

Borse di studio, pronto l’innalzamento della soglia Isee a 23mila euro

di Marzio Bartoloni

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Arginare in pieno l’effetto del nuovo Isee che quest’anno rischia di escludere dalla borsa di studio fino al 20% degli studenti dell’anno precedente. Questo il primo risultato del nuovo tavolo sui Lep che si è riunito ieri al ministero con la partecipazione di regioni, studenti e rappresentanti delle aziende per il diritto allo studio. Un obiettivo che si potrebbe concretizzare già entro fine febbraio quando sarà rivista al rialzo la soglia massima dell'Isee per l'accesso alle borse: il nuovo decreto del Miur, stando a quanto emerso ieri al tavolo, dovrebbe portarla a 23mila euro (oggi è 21mila).

Il tavolo sui Lep
La prima riunione convocata dal ministero per provare a definire i nuovi livelli essenziali per il diritto allo studio si è concentrata innanzitutto sull’emergenza di quest’anno: la tagliola del nuovo Isee che con i nuovi criteri di calcolo sta escludendo dai benefici previsti dal diritto allo studio (borse ma anche altri servizi) migliaia di studenti in tutta Italia. Un’ingiustizia contro la quale anche la legge di stabilità ha provato a correre ai ripari stanziando 55 milioni in più. Fondi appunto che ora serviranno a non ripetere quanto accaduto quest’anno e che diverse Regioni stanno tentando di tamponare con varie misure. Per l’avvio della scrittura dei livelli essenziali per il diritto allo studio, attesi da più di tre anni, il ministero partirà da quanto era scritto nella bozza del decreto messo a punto dall'ex ministro Profumo, ma mai varato anche per la contrarietà degli studenti. L'obiettivo del Miur in ogni caso è quello di provare a vararli entro l'estate.

La posizione degli studenti
A stretto giro arriva la replica dell’Udu. Per il coordinatore nazionale dell’Unione degli universitari, Jacopo Dionisio, l’obiettivo principale del tavolo «dovrebbe essere quello di disegnare finalmente un sistema che comporti un ampliamento significativo della platea degli studenti che beneficiano del diritto allo studio. Non si tratta soltanto di eliminare la figura tutta italiana dell’idoneo non beneficiario (secondo gli ultimi dati dell’ufficio statistico del Miur, nell'anno accademico 2014/2015 gli idonei non beneficiari sono stati più di 38mila) - aggiunge - ma di definire criteri di accesso alla borsa di studio e ai servizi ad una platea decisamente più ampia di quella attuale. In Italia infatti, meno del 10% degli studenti accede ai benefici, contro dati decisamente più elevati degli altri paesi europei». Da qui l’appello a risolvere innanzitutto il problema dell’Isee che ha determinato un crollo degli idonei.

Il confronto con l’anno accademico precedente
Gli studenti accusano il Miur di «non assumersi le responsabilità dei problemi da esso stesso provocato: è assurdo - prosegue Dionisio - che, con un calo degli studenti idonei alla borsa di studio di circa il 25% a causa del nuovo indicatore, il Miur abbia definitivamente deciso di non intervenire». Secondo una tabella elaborata dall’Udu il crollo rispetto all’anno prossimo è stato del 22,26 per cento. Con picchi a Messina (-52,67%) e Urbino (-35,66%). Per questo l’Udu chiede di arrivare, da un lato, a una ridefinizione delle soglie Isee che «sia funzionale non soltanto al riassorbimento delle problematiche derivanti dal mancato adeguamento di quest'anno, ma a un incremento considerevole della platea degli aventi diritto»; dall’altro, a innalzare le soglie Ispe«in modo tale da renderle ininfluenti per l'accesso alle borse di studio, con la prospettiva di eliminare definitivamente questo indicatore dai criteri». Senza dimenticare il doppio appello finale a evitare il rimpallo di respomsabilità tra stato e regioni sui finanziamenti e a definire i Lep «in modo chiaro e capillare, nell’ottica di tenere conto di tutte le necessità legate alla condizione studentesca».


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