Studenti e ricercatori

Tempi lunghi per il lavoro, ma poi è stabile e con buoni guadagni

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Chi è e come si è comportato in aula durante gli studi universitari? E dove lavora esattamente? Gli ultimi dati Almalaurea scattano la fotografia del fisioterapista: dalle sue caratteristiche formative fino all'appeal riscosso sul mercato del lavoro.

In aula
I fisioterapisti hanno conseguito nella totalità dei casi una laurea magistrale biennale iscrivendosi a un percorso di studi afferente in particolare alle Scienze riabilitative delle professioni sanitarie (69,5%) o, in modo più marginale, a quelle di Educazione Fisica (25%). A seguire questa strada sono prevalentemente le donne (rappresentano il 62% contro il 60% del complesso), che lavorano in prevalenza al Sud dove si registrano percentuali di gran lunga superiori alla media (42% contro il 21%). Si tratta di laureati che generalmente hanno alle spalle un contesto familiare modesto, sia dal punto di vista culturale (solo 20 su cento hanno almeno un genitore laureato; è il 32% per il complesso), che da quello socio-economico (21 su cento, contro il 26% complessivo).

I risultati all’università
I fisioterapisti rappresentano una popolazione molto particolare che decide di immatricolarsi all'università in età adulta: il 75% con due o più anni di ritardo rispetto all'età canonica. Ecco perché la conquista del titolo, nonostante nella quasi totalità (98%) avvenga entro un anno fuori corso, arriva a 36,2 anni (contro un'età media di 27,2 anni per il complesso dei laureati di secondo livello). Una volta conseguito il titolo, i fisioterapisti proseguono nella stragrande maggioranza dei casi il lavoro iniziato prima della laurea (67% contro il 16% della media). Il voto medio di laurea è superiore alla media (109,6 contro 107,6) e nel loro curriculum non mancano soprattutto stage e tirocini compiuti durante gli studi (65% contro 53% della media), e, sebbene in modo più marginale, anche le esperienze internazionali (7% contro il 20%.). E se gli chiedi cosa pensano del percorso universitario concluso, lo promuovono: potendo tornare ai tempi dell’iscrizione, infatti, l'80% dei laureati sceglierebbe lo stesso corso e lo stesso ateneo.

Le performance sul mercato del lavoro
Nella quasi totalità dei casi l’ingresso nel mercato del lavoro arriva in tempi abbastanza lunghi: la prima occupazione, sebbene come si è detto in molti proseguono il lavoro iniziato prima della laurea, è raggiunta infatti in 10,4 mesi (è 7,1 per i colleghi). A pesare è il fatto che una quota rilevante di fisioterapisti (62%) prima di entrare nel mercato del lavoro è impegnata in un'attività di formazione post laurea: in particolare, master universitario di I livello (23%), collaborazioni volontarie (16%), ma anche corsi di formazione professionale (15%) o altri tipi di master (14%), e un ulteriore quota anche in master di secondo livello e in stage in azienda (9%). E quando arrivano sul mercato del lavoro? Sono stabili (92%), e possono contare più della media su un contratto a tempo indeterminato (66,5% contro il 46% della media). A bene vedere i loro settori di punta sono nel campo soprattutto del pubblico (53% contro il 23% della media), e si inseriscono nella quasi totalità dei casi nel ramo della sanità (85%). Il guadagno a cinque anni dal titolo è in linea con quanto è percepito dai loro colleghi magistrali (1.360 euro netti mensili contro i 1.336 euro del complesso). Sebbene dichiarino di non utilizzare in maniera elevata le competenze apprese nel corso degli studi universitari (35% contro il 51% della media), sono comunque soddisfatti del lavoro svolto, tant’è che il titolo è considerato efficace per lavorare da 73 fisioterapisti su cento.


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