Studenti e ricercatori

Il ministro Giannini: Il riordino degli enti è «imminente»

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Due miliardi di euro entro il 2017 e una delega al Governo per rinnovare il mondo della ricerca scientifica italiana: sono le proposte dal ministro Stefania Giannini presentate con una lettera al convegno «Il futuro della ricerca in Italia» organizzato ieri a Roma al Cnr dal Gruppo 2003, l’associazione che raccoglie molti dei più importanti scienziati italiani.

La giornata ideata per mettere a confronto buona parte dei più autorevoli protagonisti della ricerca italiana si è aperta con una lettera del ministro, la cui presenza era inizialmente in programma, in cui si indica la scarsità delle risorse economiche, la perdita del capitale umano e la troppa burocrazia come i principali problemi del settore. Per Giannini l’approvazione del Piano nazionale della ricerca - da molti mesi atteso in consigli dei ministri - va considerata come «una prima inversione di tendenza - si legge nella lettera - stanziando nei prossimi anni, fino al 2017, 2 miliardi di euro nei principali pilastri della internazionalizzazione, capitale umano, infrastrutture per la ricerca, Mezzogiorno, partnership pubblico privato». Il ministro ha anche aggiunto che «la delega al Governo, e in particolare al mio ministero per incidere profondamente su struttura e regole del sistema della ricerca è una tappa imminente e decisiva». Sul tavolo dell’incontro al Cnr sono state discusse molte idee, tra queste la necessità di una nuova governance, fino alla necessità di istituire un'Agenzia italiana unica per la ricerca scientifica. Alla proposta ha risposto Claudio De Vincenti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, spiegando che nel riordino degli enti di ricerca, l’Agenzia unica «sarà argomento di dibattito all’interno del Consiglio dei ministri».


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